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SEPPIE CON I PISELLI


Questo post è un po’ un pasticcio! Intanto avevo un po’ di belle foto ma non so se ho cliccato qualcosa per cui le ho cancellate per sbaglio, se le ho archiviate chissà dove senza accorgermene o altro, fatto sta che pur cercando le foto ne ho trovate solo quattro o cinque, e son quelle che vedete, le altre mistero!
Inoltre avrei voluto postare il coniglio con rosmarino, prezzemolo, ecc….ma ho dimenticato in ufficio la macchina fotografica, e comunque volevo postarlo ieri ma non ho avuto tempo causa una giornata lavorativa intensa.
Detto ciò ieri il coniglio in ricordo della mia nonna, ieri eran quindici anni che non c’è più e mi piaceva ricordarla con un piatto che mi preparava molto spesso perchè mi piaceva parecchio.
Mia nonna cucinava sempre gli stessi piatti, non era la donna che si cimenta in nuove ricette, le cerca, che varia il menù se non raramente, pochi piatti ben conosciuti, cavalli di battaglia da preparare ad occhi chiusi; da pontremolese parliamo di testaroli, torta d’erbi, tortelli con le erbe, il suo dolce il buccellato, un impasto di patate ripiene con una specie di ragù, il coniglio appunto, gli immancabili funghi che tanto amava andava a cercare per boschi insieme a sua sorella fino a quando è stata in grado di potersi avventurare.
Ognuno aveva le sue preferenze, se non ricordo male mio cugino amava il buccellato, che invece a me non entusiasmava, mia mamma i funghi, tutti la torta d’erbi che era il piatto forte quello che tutti volevano in gran quantità e talvolta ci siamo litigati le ultime fette.
Io il coniglio! Ricordo di aver detto una volta che mi piaceva, da allora l’ho sempre trovato, mi riempiva il piatto all’inverosimile, ne mangiavo in quantità notevoli e soprattutto non potevo sottrarmi; mia nonna era una di quelle nonne che ti riempie fino a quasi star male, il cibo era sempre abbondante, appena svuotavi il piatto te lo riempiva, ti invitava continuamente a rimpinzarti ancora, i pasti erano vere e proprie prove di resistenza.
Così come il ritorno a Milano prevedeva una macchina colma di cibo, le patate del posto, la frutta, la verdura, la bomba di riso (altro piatto cavallo di battaglia), carne, biscotti, l’olio, un po’ di tutto, anche alimenti comuni del supermercato che avremmo potuto comprare ovunque; era fatta così non tornavi mai a casa a mani vuote, la macchina traboccava cibo, ricordo quando a casa dei miei non c’era ancora l’ascensore che dovevamo fare più salite a testa per trasportare tutte le scatole, i sacchetti di cibarie.
La mia era una di quelle nonne che stravedeva per figli e nipoti e sfamarli in abbondanza era una sua prerogativa, se ti presentavi a sorpresa, una tragedia, il pensiero correva subito a cosa gli preparo? 
Potrei parlare a lungo di mia nonna, ma devo andare a lavorare, mi piaceva comunque ricordarla nel suo habitat naturale, la cucina.
Buone seppie anche se di coniglio abbiamo parlato!





Ingredienti:

500 gr di seppie pulite
300 gr di piselli
4 mezzi di prezzemolo
250 ml di brodo vegetale
1 cipolla bianca
2 cucchiai di olio
100 ml di vino bianco secco
sale pepe
1 Lavate le seppie sotto l’acqua corrente e tagliatele a listarelle. Sgranate i piselli.
2 Lavate e tritate fine il prezzemolo, scaldate il brodo.
3 Scaldate l’olio in una padella, aggiungete la cipolla tritata, fate soffriggere a fuoco moderato finchè non sarà dorata, aggiungete il sale.
4 Alzate la fiamma, aggiungete le seppie e fate dorare mescolandole spesso. Unite il vino e fatelo evaporare a  fiamma vivace. Unite due mestoli di brodo, portate a bollore, abbassate la fiamma e fate cuocere per 30 minuti. Mescolate ogni tanto e aggiungete brodo se necessario.
5 Unite i piselli, una macinata di pepe e cuocete per altri 15 minuti, se necessario unite del brodo per proseguire la cottura che al termine non dovrà risultare troppo liquida, spolverate le seppie con il prezzemolo e servite.

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10 Comments

  • Reply
    kittacri
    27 febbraio 2014 at 13:39

    ahahhaha le nonne sono un pò tutte così, almeno le nonne fino alla nostra generazione..sfamare e deiziare il palato di una persona, equivale a dirgli "ti voglio bene" e in questo mi riconosco pienamente, quindi, deduco, sarò anch'io come la mia nonna, la tua e le nonne in generale. 🙂

  • Reply
    elenuccia
    27 febbraio 2014 at 21:26

    Si tua nonna doveva essere simile alla mia. Cucina semplice ma divina coccolando i nipoti con delizie culinarie Mia nonna non era avezza a coccolarci con carezze o abbracci ma lo faceva in modo diverso, aiutandoci a fare i compiti e cucinando le cose ci facevano impazzire

  • Reply
    Lilli nel paese delle stoviglie
    28 febbraio 2014 at 13:57

    W le nonne che ci hanno sfamato e viziato!

  • Reply
    Lilli nel paese delle stoviglie
    28 febbraio 2014 at 14:00

    La mia oltre a sfamarci, ci portava sempre a comprare cose utili, non giocattoli ma vestiti, scarpe, per anni ci ha vestito praticamente! bei ricordi

  • Reply
    Valentina
    28 febbraio 2014 at 21:43

    Ciao Lilli 🙂 La mia nonna era simile alla tua, la mia nonnina dolce… Che bello questo post, grazie per aver condiviso i tuoi ricordi con noi <3 Buonissime le seppie con i piselli! Un bacione e buon weekend 🙂 :**

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    Simona Mirto
    2 marzo 2014 at 12:04

    Ciao Lilli:) io purtroppo non ho mai conosciuto i miei nonni, nessuno e mi è mancata molto fetta fetta di famiglia che consiglia, coccola, su cui puoi contare per esperienza e maturità.. i nonni sono una risorsa importante… e questo post ne è la conferma:* un abbraccio a presto:)

  • Reply
    Tantocaruccia
    2 marzo 2014 at 17:03

    Io adoro i pasticci, ne faccio tanti:) Io ho dei nonni che li considero una forza.. quanto tempo che ho passato con loro, il tuo post è la conferma dell'importanza di questo legame.. il tuo piatto invece.. un grande ever green! a presto tesoro:*

  • Reply
    Lilli nel paese delle stoviglie
    2 marzo 2014 at 19:45

    mi fa davvero tanto piacere che vi siate ritrovate nelle mie parole, grazie cara!

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