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A Saint Moritz con il Bernina Express

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Si parte da circa 400 metri a Tirano e piano piano si sale, l’altitudine massima raggiunge i 2200 m, il treno si inerpica sui monti, se osservate con attenzione vedrete bene la pendenza di alcuni tratti.

Il percorso è davvero bello e vario, grandi laghi e piccoli laghi di colori completamente diversi, ghiacciai imponenti ahimè un po’ “spelacchiati” ( ero già stata -in macchina- nel 2009, il Bernina aveva molta più neve); infiniti km di piste ciclabili molto frequentate.

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Ovunque guardi si vede un sentiero, una stradina, un cartello che indica le passeggiate possibili, per gli amanti della bicicletta una specie di paradiso, tanta gente ma gli spazi son talmente ampi che difficilmente ci si intralcia.

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Saint Moritz a essere onesti è un paesino abbastanza bruttino, la vera perla del luogo è la natura, il lago che circonda il paese, le montagne dove fare escursioni in tutte le stagioni, celebri le piste da sci dove si disputano le gare della coppa del mondo, regina di tanti sport.

Il paesino è piuttosto caro, famoso come meta di vip e persone abbienti, ci sono  grandi alberghi, negozi di marchi importanti, stilisti principalmente, girano Ferrari, Porche, non esiste un vero e proprio centro storico, ci sono alcune vie principali, la chiesa, il municipio, poco altro. Per gli amanti di Segantini, il pittore, c’è il museo.

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A meno che non vogliate praticare qualche sport o attività all’aperto vi consiglio di andarci in giornata.

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Rispetto alle informazioni pratiche, costi, orari, fermate e quant’altro, esistono molteplici siti da consultare, una gita bellissima, è veramente affascinante ammirare le montagne da un treno, osservare la varietà del paesaggio davvero mozzafiato, per me che amo molto la montagna splendido.

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Le foto son fatte tutte dal treno in movimento, dimenticatevi cavalletti, scelta di parametri, esposizione migliore e altro, bisogna scattare rapidamente non senza contorsioni, dovete essere pronti in ogni istante ma non disperate, il percorso è uguale sia all’andata che al ritorno, sedetevi nei due lati opposti di sedili per poter riprendere al meglio tutti gli scenari.

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Polpette di porri e maiale

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Eravate già pronti a portare in lavanderia il piumone del letto e il piumino inteso come giacca, pronti ad abbassare il riscaldamento, tenere le finestre aperte per far entrare il primo sole che scalda e illumina dopo tante giornate buie, qualche temeraria era pronta a mettere via le calze e osare una ballerina.

Pronti per il giardinaggio, migliaia di erbe aromatiche sono in attesa di essere piantate per fare il meglio fra qualche settimana e deliziarci tutta estate, nei supermercati i vari kit per il barbecue son stati messi in bella vista, la brace scalpita per iniziare la stagione di salamelle, costine, spiedini.

Inverno! Oggi e ieri inverno pieno, ieri un vento gelato e prepotente, qualche goccia di pioggia, oggi un gelo da piumone, piumino, calzettoni, cappello, anche guanti, si parla di neve, a Milano dubito per quanto ne sarei molto felice.

Perchè dico tutto questo? Perchè queste polpette, perfette sempre, erano un’idea per la Pasquetta, per la classica gita fuori porta, il pic nic all’aperto o una semplice grigliata in giardino o in terrazza!

Il tempo cambierà ancora ma ipotizzare fra circa dieci giorni di mettermi seduta su un prato a mangiar polpette, o in giardino ad attendere la salamella con questo gelo mi terrorizza, mi immagino meglio in casa al calduccio, con un buon piatto caldo, un dolce e una tazza di te, ovviamente anche con le polpette!

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Ingredienti:

350 gr di macinato di maiale

2 porri medi

60 gr di parmigiano grattugiato

100 gr di robiola

pangrattato q.b.

sale

olio evo

 

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1 In una padella con due cucchiai di olio cuocete i porri tagliati a rondelle mediamente sottili, quando saranno morbidi, lasciate intiepidire.

2 In una ciotola versate la carne, il sale, il parmigiano, la robiola e i porri, amalgamate bene poi aggiungete poco pangrattato alla volta, provate a formare una pallina se vi pare troppo molle aggiungetene altro fino a che non troverete la giusta consistenza morbida ma compatta.

3 Accendete il forno a 200 gradi, coprite una teglia con un foglio di carta forno.

4 Passate le polpette nel pangrattato, se preferite nella farina, disponetele sulla teglia, irrorate con un filo d’olio, cuocete per venti minuti circa.

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Buon Natale!

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Eccoci due giorni a Natale, il giorno più atteso dell’anno è alle porte con il pesante bagaglio che si porta dietro: preparazioni di ricchi menu, famiglie che si ritrovano, regalini home made, shopping intenso, biglietti inviati, addobbi, luminarie, alberi di Natale, letterine inviate in Lapponia, calendari dell’avvento e via dicendo.

Ai miei lettori e a tutte le amiche blogger che vengono spesso a trovarmi, a scambiare due chiacchiere su queste pagine, auguro un felice Natale, ricco di quanto desiderate, vi regalo un pezzetto del mio.

Ci son le colazioni di questo mese, i miei alberelli, non tutti ma alcuni, ne ho tanti di legno, di carta, di pan pepato, di ferro battuto ecc…un presepe immortalato in montagna, i barattoli di crema al cioccolato bianco e lavanda che ho preparato per regalo, i calzini di Natale che mi ha regalato un’amica, momenti di quest’ultimo mese a casa mia e non solo.

Non sono belle foto nel senso che non son studiate, pensate ad hoc per il blog ma solo per immortalare il momento.

Amiche cercherò di passare da voi, anzi, ci riuscirò!

Buon Natale!

dolcetti 2

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Cremona e le sue bellezze

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Fino a ieri pensando a  Cremona  mi venivano in mente: il torrone, la mostarda, il Torrazzo, la musica e dopo un po’ Ugo Tognazzi. Mica poco ma Cremona è molto di più.

E’ la città della liuteria, di Stradivari e Monteverdi per citarne qualcuno, del museo del violino; del salame Cremona, prodotto IGP, di formaggi eccellenti; della Sperlari, celebre fabbrica nota per il torrone ma anche per le caramelle, dalle Saila alle Dietorelle, senza dimenticare le Galatine che ho sempre amato e la mostarda.

E’ la città della mitica tigre di Cremona, Mina, cantante celebre, di Antonio Cabrini e Gianluca Vialli, del fiume Po, del Battistero, della fabbrica Negroni, del centro del fumetto Andrea Pazienza.

Una città piacevole, a misura d’uomo, con una piazza accogliente ed ampia che ospita il Duomo, il Battistero e il Palazzo del Comune, e ovviamente il celebre Torrazzo; attorno si diramano piccole stradine, fra cui una dove si trova la sede storica della Sperlari, un negozio d’altri tempi con una vetrina dove vorresti entrare e rimanerci a lungo.

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La fabbrica Sperlari è “qualcosa” di affascinante! Insieme alla colonna portante dell’azienda, un simpatico signore di settantanni in fabbrica da 46 anni, abbiamo perlustrato i luoghi dove il celebre torrone prende vita. Abbiamo osservato una colata imponente di torrone entrare all’interno di un macchinario dove veniva compresso circa all’altezza di un centimetro fra due strisce di ostia; queste strisce proseguono lungo un rettilineo fino a giungere a un punto in cui si diramano due livelli dove il torrone viene tagliato in rettangoli di precise dimensioni.

I rettangoli devono essere tutti rigorosamente identici, dopo essere stati tagliati incontrano due operaie che  li smistano su due ripiani (chiamiamoli così ma dubito sia il termine idoneo) dove vengono incartati con una carta dorata e poi richiusi nelle famose confezioni in cartone che tutti conosciamo. Dopo vengono inseriti in vari scatoloni pronti per il magazzino e l’uscita dalla fabbrica.

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Detta così pare qualcosa di semplice ma dal vivo è affascinante vedere tutti i passaggi della produzione, la precisione con cui ogni step viene seguito da un operaio supportato da macchinari tecnologici,  di massima precisione e rispettosi dell’ambiente. Il magazzino è spettacolare, difficile descriverlo, tutto automatizzato, ci sono carrelli che viaggiano percorrendo scaffali alti fino a 26 m per ritirare il lotto che occorre, parliamo di grandi numeri, impressionanti, una macchina perfetta che compie un lavoro complesso.

Una fabbrica di successo, in primis per il torrone che per me è da sempre associato al Natale, non c’è Natale senza torrone che sia tenero alle mandorle o fondente con le nocciole, ma anche per le caramelle Saila, Dietorelle, le mitiche Galatine, marchi acquisiti nel tempo e non dimentichiamo la celebre mostarda con quel sapore piccantino che si sposa perfettamente con la carne.

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Una bella giornata, l’aspetto che mi ha maggiormente colpita è stato l’entusiasmo e la professionalità di tutte le persone che abbiamo incontrato. In primis il sindaco, abbiamo -io e altre blogger- partecipato alla conferenza stampa per la presentazione della Festa del Torrone che si terrà dal 21/29 novembre, grande grinta coinvolgente nel parlare dell’iniziativa e della sua città, dell’importanza dei legami con Expo; ha sottolineato più volte come il successo della festa è dovuto alla forte partecipazione di tutti, una rete di rapporti fitta e importante.

Davvero coinvolgente, una grinta e entusiasmo che contagiano e che non possono che far bene alla città di Cremona, stesso entusiasmo alla Sperlari, le due persone che ci hanno descritto e illustrato storia e processi produttivi molto professionali, con quel senso di appartenenza evidente e orgoglioso tipico di chi si sente parte e lavora ogni giorno a un progetto in cui crede.

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La chiamano estate!

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Oggi niente ricette ma “solo” verde, natura, aria aperta!

Quando leggerete le mie parole sarò in cammino verso un rifugio, dovrei essere già arrivata ma chissà,  sono una di quelle persone che si perde a far foto, guardare fiori, provare funzioni della macchina fotografica o semplicemente mi siedo a guardare il panorama!

Tanti di voi sanno che sto trascorrendo l’estate in montagna, a Ponte di Legno, dove vado in vacanza da sempre, dopo essermi licenziata mesi fa ho deciso di passare luglio e agosto fra i monti per realizzare, o quanto meno tentarci, un progetto di cui parleremo più avanti; inutile dire che sto vivendo questo periodo come un momento di grazia, un vero lusso, un’occasione che probabilmente non mi capiterà  mai più di poter vivere.

Avere a disposizione tanto tempo per me è una sensazione particolare, non mi capitava da tanti ma tanti anni di alzarmi e poter decidere cosa fare, dove andare, se dormire ancora o uscire, leggere o non fare niente, veramente un lusso, ovviamente cerco di sfruttare al meglio le giornate rendendole ricche, dandogli un senso.

Tanti, diciamo pure tutti, pensano che sia tutto rosa e fiori, ti sei licenziata, ti godi tre mesi abbondanti di vacanza, niente sveglie presto, niente caldo cittadino, nessun’incombenza, relazione da consegnare, risposte da dare, non sono neanche a casa mia a Milano (affittata), potrei quasi affermare di non avere nulla a cui pensare.

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Ma non è così, certo sto recuperando tutte le energie, la serenità, il desiderio di investire il mio tempo in “qualcosa” che mi piace, ecc..sensazioni che avevo perso, che per mesi non ricordo neanche dove si siano nascoste, a tratti mi pare di essere rinata, di essermi liberata di un’enorme zavorra, un peso che ormai non creava stress, fatica, svogliatezza, a volte anche rigetto.

Ma c’è un futuro davanti a me da costruire e non è facile, non lo è per nulla, per quanto sia relativamente tranquilla so che il futuro sarà incerto, che forse i semi che sto gettando non daranno frutti, o potrebbero non essere sufficienti per mantenermi, so che potrei ricevere diversi no e ritrovarmi senza niente in mano, trovarmi costretta ad accettare qualsiasi tipo di lavoro e magari non  trovare neanche quello.

Licenziarsi senza un altro lavoro è un azzardo, un rischio, una scelta ponderata, presa con molta testa, seppur lo rifarei inutile dire che il timore del futuro esiste, a tratti il panico vorrebbe prendere il sopravvento e solo la capacità di autocontrollo fa mantenere le acque chete, diciamo che è un gioco di equilibri per nulla ovvi, scontati!

Senza contare che non sono più una ragazzina, i vent’anni son passati da tempo, a dirla tutta oggi son 37 (si è il mio compleanno!!!!), un punto di forza e un punto a sfavore! Vedremo cosa mi riserverà il futuro!

Vi regalo bellezza virtuale mentre io mi assaporo bellezza reale in un rifugio a oltre 2000 m!

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Focaccia di ceci con asparagi e gamberetti

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Un sacchetto di farina di ceci stazionava da tempo nella dispensa, in attesa dell’avvento delle mie nemiche farfalline, che so che a breve arriveranno, sto cercando di smaltire farine, frutta secca, riso, tutti quei pacchetti aperti da un po’.

Ho pensato a una focaccia, sempre buona e gradita, asparagi e gamberetti sono un classico che non muore mai, l’aggiunta della maionese (biologica) anch’essa iniziata da un po’ ci sta benissimo, ed ecco un pranzo eccellente!

Questi sono i miei primi giorni a casa, ebbene si, mi sono licenziata! Ora posso dirlo anche su “queste pagine”! Per mesi quando dicevo di essere nervosa, stanca, stressata mi riferivo principalmente al lavoro ma non potevo scriverlo per ovvi motivi, ora penso sia doveroso comunicarlo ai tanti di voi che pur senza sapere di cosa parlassi mi hanno sostenuta, incoraggiata, a chi mi ha regalato belle parole, grazie!

Alcuni di voi avevano intuito cambiamenti nell’aria dalle mie parole sibilline ed ecco svelato l’arcano!

Inizia una nuova vita! Buon week end e grazie mille!

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Ingredienti:

500 gr di farina 00 biologica

200 gr di farina di ceci

25 gr di lievito di birra

2 cucchiai di olio evo

1 cucchiaino di zucchero

acqua q.b.

sale/sale grosso

olio per spennellare la focaccia

 

per il ripieno:

1 mazzo di asparagi cotti al vapore

150 gr di gamberetti

maionese a piacere

 

focaccia ceci asparagi gamberetti

 

1 Preparate la pasta della focaccia, setacciate su un piano di lavoro le due farine; sciogliete in acqua tiepida il lievito, formate una fontana, al centro mettete lo zucchero, l’olio, il sale e poi poco alla volta aggiungete il lievito amalgamando con una mano, proseguite versando poco alla volta il lievito e aggiungendo la farina, dovrete ottenere una palla compatta, lavorate una decina di minuti fino a quando non sarà liscia e omogenea, coprite fate riposare un’ora.

2 Dopo un’ora di lievitazione, lavorate la pasta cinque minuti, coprite e proseguite la lievitazione per un’altra ora.

3 Prendete una teglia e ungetela con dell’olio ben distribuito, stendetevi sopra la pasta, se necessario usate due teglie, lasciate lievitare ancora una mezzoretta.

focaccia ceci asparagi gamberetti

4 Accendete il forno a 220 gradi, lasciate scaldare intanto spennellate la focaccia di olio, con i pollici formate dei buchi sparsi sulla superficie, salate con il sale grosso poi infornate, cuocete per circa una quarantina di minuti, la focaccia dovrà risultare alta.

5 Una volta sfornata mettetela su un tagliere, fate riposare dieci/quindici minuti, poi tagliatela a metà e farcitela, stendete la maionese in quantità a piacere, gli asparagi tagliati a pezzetti e i gamberetti, ricoprite con il secondo strato di focaccia, premete bene e tagliatela a pezzi.

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Fra Liguria e Toscana

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Liguria e Toscana due regioni che conosco abbastanza bene, o almeno una discreta fetta di entrambe.

Una casa di famiglia a La Spezia, città con una posizione strategica niente male, a cavallo fra le due regioni, da un lato le Cinque Terre, Portovenere, l’isola Palmaria ecc…, dall’altra parte Monte Marcello, Ameglia, la Versilia, in meno di un’ora sei a Lucca, Pisa! Piccoli grandi gioielli.

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Senza contare che mio papa’ è di Pontremoli, alta Toscana, diciamo che da sempre bazzico queste zone fra mare e montagna, fra colline e città d’arte, ricche di eccellenze culinarie, luoghi storici e bellezze di vario genere.

Spostandosi verso sud a Radicondoli dove vive la famiglia di mio zio da sempre, paesino in provincia di Siena, immerso nelle colline, poco distante dal mare e da meraviglie come Volterra!

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Alcuni scatti del fine settimana trascorso fra Radicondoli e La Spezia, con un salto a Belforte, piccolo minuscolo paesino toscano e San Terenzo, accanto a Lerici.

Un fine settimana di chiacchiere, sabbia umida, profumo di fritto misto, testaroli non al pesto ma con un sugo di carne eccellente, la bellezza del glicine in fiore, grigliata all’aperto, turisti stranieri che fanno il bagno nonostante le nuvole, la vista da lontano della torre di Pisa, le sdraio e gli ombrelloni pronti per la stagione estiva, i grilli in campagna, il gatto che acchiappa una lucertola, tanti fiori, il verde acceso e uniforme delle colline, passeggiare per piccoli paesini osservati a vista, viste mozzafiato, una cuginetta di neanche tre mesi!

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Cake con fave pecorino e salame

plumcake fave pecorino salame

plumcake fave pecorino salame

Trovarsi in un bellissimo luogo, sperare di poter fare delle belle foto, con calma, con la luce naturale…….ovviamente no! Tardo pomeriggio inoltrato, cielo da pioggia, grigio diffuso, avrei potuto conservare il cake per il giorno dopo quando un bel sole ha illuminato la giornata ma non credo sarei riuscita a tenerlo nascosto da bocche fameliche!

Fave e pecorino mangiati da soli non mi entusiasmano, mi stanco rapidamente, in un cake tutto un altro discorso, amo i cake, dolci e salati, la loro versatilità, base più o meno simile e poi fantasia, verdure, pesce, carne, formaggio, legumi, frutta secca, frutta fresca, cioccolato, marmellate, ecc…..perfetti sempre a merenda, colazione, come spezza fame a metà mattina/pomeriggio, il nostro è un grande amore!

Buona giornata!

plumcake fave pecorino salame

 

Ingredienti:

180 gr di farina 00 biologica

3 uova grandi

10 cl di latte

10 cl di olio d’oliva

100 gr di pecorino grattugiato

100 gr di fave lessate

70 gr di salame

1 bustina di lievito

salvia

sale pepe

plumcake fave pecorino salame

1 Tagliate il salame e pezzettini.

2 Accendete il forno a 180 gradi, in una ciotola sbattete le uova con il latte e l’olio.

3 In un’altra ciotola unite la farina, il lievito, il pecorino, la salvia (fresca tritata o in polvere).

plumcake fave pecorino salame

4 Unite gli ingredienti secchi a quelli umidi, amalgamate, aggiungete le fave e il salame, mescolate, regolate di sale e pepe.

5 Imburrate uno stampo da plumcake, versate il composto e cuocete per 50 minuti, sfornate lasciate raffreddare almeno una decina di minuti se volete mangiarlo caldo.

plumcake fave pecorino salame

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Lemon Crinkle Cookies

lemon crinkle cookies

lemon crinkle cookies

Ultimo giorno del mese!

Un mese di giostra, di centrifuga, intenso ricco come non mai, tanto che ad oggi fatico a tenere insieme ogni pezzo e collocarlo al posto giusto perchè i fatti sono troppi e ancora freschi!

Probabilmente fra qualche settimana avrò le idee più chiare, riuscirò a ripensare a questo mese con maggiore lucidità, oggi vedo solo tante istantanee che si accavallano e si intrecciano.

A conti fatti direi comunque un buon mese, con tante piccole e grandi “cose ” belle, desiderate, inaspettate, improvvise, conquistate, frutto di attente riflessioni, attese; le ombre ci sono ma meno imponenti, presenti, pressanti!

Questi biscotti sono speciali, di una bontà irresistibile oltre che belli, l’ispirazione mi è venuta guardando Ifood! La ricetta è quella di Federica praticamente identica!

Buon primo maggio!

lemon crinkle cookies

Ingredienti

200 g di farina 00

30 g di farina di mandorle

25 g di farina di riso

110 g di burro morbido

100 g di zucchero semolato

1 uovo grande

40 ml di succo di limone appena spremuto

scorza grattugiata di un limone

4 g di lievito per dolci

¼ di cucchiaino di bicarbonato di sodio

2 g di sale

zucchero semolato e zucchero a velo per la copertura

lemon crinkle cookies

1 In una ciotola riunite gli ingredienti secchi, le farine, il lievito, il bicarbonato e il sale.

2 Lavorate il burro ammorbidito con lo zucchero, quando avrete ottenuto un composto omogeneo aggiungete l’uovo, la scorza del limone e il succo di limone, amalgamate.

3 Aggiungete gli ingredienti secchi e lavorate il tempo necessario per amalgamare, pochi istanti con le fruste a velocità media.

lemon crinkle cookies

 

4 Coprite con della pellicola e fate riposare in frigorifero per almeno quattro ore o tutta notte (io tutta notte).

5 Accendete il forno a 190 gradi, prendete il composto e formate delle palline poco più piccole di una noce, passatele nello zucchero prima e poi nello zucchero a velo.

6 Disponete le palline su una teglia coperta con la carta forno, disponete distanziandole fra di loro, cuocete per 8-9 minuti, non di più, mentre cuocete una prima infornata rimettete in frigorifero le altre palline.

7 Sfornate e fate raffreddare.

 

lemon crinkle cookies

 

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Cheese cake al cioccolato

cheese cake cioccolato

cheese cake cioccolato

Un mese che non pubblicavo ricette con il cioccolato! La mia cheese cake al cioccolato è sempre stata questa, la prima volta a 17/18 anni e poi sempre da allora, ne ho provata qualche variante ma questa rimane la mia, la preferita, quella del cuore!

Il mio week end dal tempo incerto, pioggia attesa ma non pervenuta; una pizza home made da amici ottima, quattro gusti uno migliore dell’altro; un regalo porta fortuna proveniente dal Giappone; un regalo dei miei genitori una cassapanca (peraltro perfetta per le foto); mezzo libro divorato; le immagini devastanti del Nepal; l’inaugurazione a Milano della Darsena, un evento atteso da anni e pronto appena in tempo per l’inizio di Expo; le perenni e terribili traversate dei migranti, un dramma che non trova soluzione; un gesto generoso di un’altra blogger; mettere in ordine casa con la radio che sforna molte delle tue canzoni preferite; chiamata oltre oceano; idee per prossime ricette; l’esser riuscita ad aggiustare un carillon.

Pronta per una nuova settimana che si preannuncia molto intensa, forse più di quanto mi aspetti ma almeno è corta, quattro giorni soltanto! Buona settimana anche a voi!

cheese cake al cioccolato

 

Ingredienti:

170 gr di biscotti secchi (Digestive, frollini, Pan di Stelle o simili)

70 gr di burro morbido

600 gr di formaggio cremoso (Philadelphia, Robiola o simili)

300 gr di ricotta fresca

200 gr di zucchero

3 uova

250 gr di gocce di cioccolato

 

cheese cake cioccolato

1 Lavorate nel mixer i biscotti e il burro. Imburrate uno stampo a cerniera, distribuite sulla superficie il composto, livellate bene con un cucchiaio, fate riposare in frigorifero.

2 Lavorate a mano o nel mixer i formaggi, quando avrete ottenuto una crema omogenea, aggiungete lo zucchero e le uova, amalgamate. Aggiungete trequarti delle gocce di cioccolato.

3 Accendete il forno a 180 gradi, mentre si scalda, distribuite il composto sulla base ripresa dal frigorifero, cospargete con le gocce di cioccolato restanti.

4 Infornate per circa 45 minuti, fate raffreddare su una gratella, riponete in frigorifero per almeno 3-4 ore, meglio se la preparate il giorno precedente.

cheese cake cioccolato

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