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Bevande

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Caffè al caramello e cioccolato con panna montata

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Per la serie facciamoci del male in termini di calorie. Le vostre però io odio il caffè.

Il mio rapporto con il caffè è sempre stato conflittuale, la prima volta fu a otto anni, un assaggio che mi diede mia zia, lo sputai disgustata.

La seconda volta per sbaglio, ero al bar con un amico io chiesi un te freddo lui un caffè, in tv stavamo trasmettendo qualcosa che rapì la nostra attenzione, il cameriere invertì i bicchieri, noi concentrati sulla notizia prendemmo in mano la tazzina/bicchiere senza guardare, mi ritrovai in bocca quel sapore osceno e amarognolo.

E’ stato l’ultimo e unico caffè della mia vita, detesto l’odore, quel sapore che ha nel tiramisu che ovviamente ho mangiato mille volte perchè a casa d’altri sia mai che son scortese e faccio storie sul dolce, non parliamo poi delle tazzine lasciate sul tavolo, tutta la stanza impregnata.

Ho preparato questa tazzona golosa per amici tempo fa, avevo del caramello e per cambiare un po’ in un pomeriggio freddo invernale abbiamo aggiunto cioccolato, panna e appunto il caramello, dalle loro facce dire sublime.

Buon week end.

caffè, cioccolato, caramello, panna montata, bevande

 

Ingredienti:

per due tazze grandi

250 ml di latte fresco intero

200 ml di panna da montare

50 gr di cioccolato al latte (buona qualità)

caramello liquido a piacere

1 caffè forte

 

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1 Preparate il caffè forte.

2 Mettere a scaldare il latte e con trequarti della panna, scaldatelo lentamente poi aggiungete il cioccolato (se utilizzate quadretti grandi spezzettatelo prima), mescolate finchè il  cioccolato sarà fuso, unite il caramello e il caffè, mescolate.

3 Montate la panna (io senza zucchero se no mettete qualche cucchiaino), aggiungetela alle singole tazze.

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DOLCI

Cioccolata calda speziata

cioccolato, bevanda, spezie, merenda, colazione

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Ultimo post del 2015, un anno ricco intenso faticoso.

Un anno con tanta montagna, con un dicembre senza neve, con tanti post sul blog, il passaggio da blogger a wordpress, la nascita di Ifood, il licenziamento, parecchi mesi di vacanza dopo anni senza ferie.

Un anno con la gastrite per  la prima volta nella mia vita, per la prima volta a Cremona, le notti in rifugio a oltre 2000 metri in maglioncino, un’amicizia finita e altre nate, pochissimi libri di cucina acquistati.

Un week end a Monaco, il mare visto una volta sola e niente bagno, aver scoperto come si prepara la spugna in cucina (ricetta di Montersino), le giornate lunghe e piene di pensieri, un cambio di vita radicale.

La costruzione di un nuovo lavoro, il cambio di routine, i dubbi, le fatiche, le preoccupazioni, i tentativi, persone che vanno persone che vengono, distanze che sembrano vicine e vicinanze che sono a chilometri e chilometri.

Un anno in cui ho maturato maggiormente la mia avversione per la città, un anno in cui i miei non detti son stati interpretati liberamente ma non è importante, solo fa pensare come ognuno veda le cose a modo proprio, un anno di idee , progetti, nascite, lutti, presenze, assenze.

Felice 2016!

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Ingredienti:

per due tazze

2 cucchiai di cacao amaro

2 cucchiai di zucchero di canna

2 cucchiai di fecola di patate

250 ml di latte

un mix fra cannella cardamomo noce moscata pepe nero (quantità a piacere)

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1 Mettete in un pentolino il cacao, lo zucchero, la fecola e le spezie, mescolate.

2 Aggiungete il latte, mescolate fino a che non otterrete una crema densa. Servite subito.

Ricetta il cui spunto proviene dal blog di Alexandra, la sua è di violette e con zucchero semolato.

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DOLCI

Budino al caffè

budino, caffè, dolci al cucchiaio

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Questo budino rientra fra le tante ricette last minute per cene improvvisate all’ultimo minuto, dove il tempo per preparare è poco e quello di fotografare, creare un minimo di set non esiste. Le faine ti stanno con il fiato sul collo pronte ad afferrare un piatto come se non mangiassero da settimane.

Mi sono accontentata di qualche ciuffo di panna montata con il sifone (preferisco la sac a poche a essere onesti), scaglie di cioccolato ricavate al momento da una stecca di cioccolato fondente; con più tempo si poteva pensare a una decorazione più originale e più carina, magari con frutta secca o frutta fresca, caramello o altro.

So che chi mi conosce “dal vivo” si starà chiedendo come mai una ricetta con il caffè, ebbene si lo odio! Non mi piace il sapore, l’odore lo trovo nauseante, entrare alle otto del mattino in un bar più che un piacere è disgustoso, non mi piace prepararlo per gli altri e ovviamente non amo i dolci con il caffè (tiramisu  vade retro).

Non amare il caffè è anche poco social, un classico a metà mattina con i colleghi la pausa caffè, quando sei a casa di qualcuno a qualsiasi ora ti viene offerto un caffè, con uno sconosciuto che si tratti di lavoro o di dover gestire un’attesa -ci prendiamo un caffè?-, se c’è tempo prendo un te altrimenti una spremuta o nulla.

Mi son sentita dire mille volte -ma come sei italiana e non ami il caffè?- , si sono italiana e non amo il caffè!

E’ lunedì, dura, specie quando la domenica non è stata una gran giornata, vado a prepararmi una tazza di te’ per svegliarmi, son certa che la maggior parte di voi sta facendo o ha già fatto la sua pausa caffè, buona settimana a tutti!

budino, caffè, dolci al cucchiaio

 

Ingredienti

per 4 persone

3 dl di latte fresco

1 dl di panna fresca

1 dl di caffè tiepido

35 gr di amido di mais

70 gr di zucchero

2 tuorli

panna montata

cioccolato

 

budino, dolci al cucchiaio, caffè

 

1 Preparate il caffè e fatelo intiepidire.

2 In una ciotola sbatte i tuorli con lo zucchero fino a ottenere un composto chiaro e spumoso.

3 Aggiungete l’amido di mais, mescolate, versate il caffè e la panna, amalgamate.

4 Scaldate il latte (non deve bollire).

5 Mettete il composto in una casseruola, aggiungete il latte e mescolate di continuo fino a che non vedrete addensarsi, non deve bollire, fuoco moderato.

6 Trasferite negli stampini o nei bicchieri il composto, lasciate raffreddare poi riponete in frigorifero per almeno un paio d’ore (di più sarebbe meglio).

7 Montate la panna fresca con lo zucchero, decorate a piacere il budino, aggiungete le scaglie di cioccolato ottenute con un coltello (ci son già pronte o usate le gocce, granella ecc…).

Per togliere il budino dallo stampo immergetelo in acqua calda per qualche istante poi delicatamente giratelo su un piatto.

budino, dolci al cucchiaio, caffè

 

DOLCI

Cake alle mele speziato

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Una ricetta ideale per la colazione, la merenda, come spezza fame in ogni momento in cui lo stomaco comincia a lamentarsi, perfetta per gli intolleranti al glutine e al lattosio, cioè metà dei miei amici.

Buona parte degli ingredienti son stati acquistati direttamente dal produttore, mele, Purafrutta e uova.

Ho sempre invidiato (una sana invidia) le blogger, le persone in generale che possono acquistare frutta, verdura, uova, carne ecc…direttamente dal contadino, in fattoria, al caseificio, stesso discorso per chi ti racconta di aver raccolto funghi nel bosco dietro casa, o il sambuco, le erbe spontanee, i frutti di bosco, castagne e altro.

Trovo sia un lusso, un’immensa fortuna, per noi cittadini è praticamente impossibile anche solo immaginare una cosa simile, ovvio puoi uscire da Milano e recarti in cascina o andarci nei week end, farti spedire prodotti ma non è la stessa cose che tornare a casa dal lavoro e andare in un bosco a raccogliere funghi.

Lo stesso vale per la frutta e la verdura, devi conoscere un contadino informarti sulla provenienza dei suoi prodotti, se riesci vai anche a vedere il sito (ammesso che ce l’abbia) o direttamente con i tuoi occhi i suoi terreni ma onestamente credo che pochi abbiano tempo di farlo, inoltre non è uguale ad avere i campi dietro casa, passare e vedere l’orto crescere.

Questo è uno dei tanti aspetti della città che non amo, lo scarso o quasi nulla contatto con la natura, il territorio, il non poter godere direttamente di quanto la natura ti regala o non aver spazio per avere un tuo orto, quando leggo i miei amici che  raccolgono il timo nel prato a due passi da casa o fanno il liquore con le noci dell’albero in giardino, vanno nell’orto ecc…..ferita!

Chissà magari un domani potrò permettermi questo lusso lontano da Milano. Buon week end!

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Ingredienti:

130 gr di zucchero di canna

4 uova medie

50 ml di olio di semi di girasole

80 ml di Purafrutta mele e ribes (Azienda Antichi Sapori Camuni)

250 gr di mele

240 gr di farina di riso

1 bustina di lievito

1 cucchiaino di cannella

1 cucchiaino di cardamomo in polvere

noce moscata

pepe nero

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1 Riunite in una ciotola gli ingredienti secchi, la farina, il lievito e le spezie, le cui dosi sono indicative, regolatevi a piacere.

2 Sbucciate, pulite e grattugiate le mele.

3 Sbattete in una ciotola le uova con lo zucchero, unite l’olio e il succo di mele e ribes, mescolate e aggiungete le mele, amalgamate.

4 Accendete il forno a 175 gradi, mentre si scalda unite gli ingredienti secchi a quelli umidi, amalgamate.

5 Riempite uno stampo da plumcake precedentemente  imburrato, livellate la superficie, infornate per 50 minuti. Sfornate, lasciate intiepidire e servite.

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carne

Maiale alle mele birra e senape

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Alzarsi presto, una notte semi insonne in compagnia di una zanzara tenace, nonostante la scacciassi di continuo me la trovavo sempre attorno alla faccia, quel suo ronzare irritante che non concilia il sonno.

Inutile rigirarsi nel letto, nonostante fosse presto mi son alzata scorgendo il sole attraverso le persiane, almeno il sole e il venerdì ovviamente!

Preparo la carne, questo piatto ricco e succulento che mette il buon umore e profuma di autunno, di cena fra amici o in famiglia, di caminetto, di foglie secche che cascano, di aria frizzantina che stimola l’appetito e il desiderio di un piatto caldo, corposo, profumato, dove si sposano a meraviglia i sapori della birra, la senape bella forte e le mele asprigne.

Mentre cuoce e il forno riscalda la mia colazione decido di preparare una torta di mele. Noi amanti della cucina siamo un po’ malate, cuciniamo a orari improbabili, cuociamo tre pietanze alla volta, quando ci viene in mente una ricetta ci mettiamo subito al lavoro; mentre il profumo del maiale invadeva la cucina spolveravo con abbondante cannella una torta di mele semplicissima. Inebriata dagli aromi, la cannella soprattutto che metterei ovunque.

Comincia così un venerdì mattina di autunno, sono appena le 9.30 e son sveglia da parecchie ore, con poche energie e il desiderio di una seconda tazza di te imminente, la soddisfazione di avere pranzo e dolce già pronti, minimo sforzo e massimo risultato, con un profumino nell’aria fantastico.

Buon week end.

mele, birra chiara, senape, maiale, secondo, frutta, lonza

 

Ingredienti:

700 gr di lonza di maiale

1 mela grande o 2 medie

1 cucchiaio abbondante di senape forte

250 ml di birra chiara

sale

pepe

 

maiale, birra, senape, lonza, frutta, secondo, mele

1 Accendete il forno a 180 gradi, nel mentre mettete la carne intera in una pirofila, aggiungete la birra.

2 Sbucciate le mele e tagliatele a pezzetti, aggiungetela alla carne, spalmate sulla carne la senape, da entrambi i lati, se avete un pennello meglio, regolate di sale e pepe, infornate per circa 45-50 minuti.

3 Sfornate, lasciate intiepidire e affettate la carne a fette sottili, amalgamate bene le fette con le mele, scaldate e servite.

maiale, birra, senape, birra, mele, frutta, secondo

DOLCI

Crostata con crema di vov e lamponi

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Un dolce semplice da preparare, una classica crostata con frolla e crema pasticcera ma con l’aggiunta del vov per darle un sapore diverso, più intenso. Se amate questo liquore non può non piacervi questa torta.

Su Ifood trovate tante ricette interessanti con il vov, alcune blogger bravissime hanno saputo utilizzarlo con fantasia, oltre alla classiche creme, ci sono ricette salate, biscotti farciti con gelato al vov, meringhe e molto altro, dategli un’occhiata.

Ultimo giorno di settembre, un mese ricco e trascorso rapidamente forse anche perchè le giornate sono ancora belle, tutto sommato il tempo è stato clemente, a parte qualche giorno di pioggia, son potuta andare ancora in montagna, fare un bel giro, godermi i colori autunnali, la  prima neve sulle vette, godermi il silenzio e la pace essendoci in giro poche persone; sono stata a Cremona con altre blogger, una città che non conoscevo, son tornata a casa con tanto tanto torrone.

C’è stato il matrimonio di una cara amica in Piemonte, alcuni compleanni (oggi mia sorella), qualche regalo di compleanno retro datato (il mio compleanno era a luglio ma non ero a Milano), ho rivisto alcuni amici dopo due mesi di assenza da Milano, qualche novità, tanti progetti!

Un mese di cui non lamentarsi tutto sommato, buona giornata di sole!

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Ingredienti:

per la frolla

220 gr di farina di riso

125 gr di burro

1 uovo e 1 tuorlo

80 gr di zucchero

per la crema

4 tuorli

200 gr di zucchero

50 gr di farina di riso

600 ml di latte

40 ml di vov

lamponi

 

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1 Preparate la frolla impastando insieme tutti gli ingredienti, il burro deve essere freddo, una volta formata una pasta liscia e omogenea mettete a riposare in frigorifero almeno mezzora.

2 Per la crema, in una casseruola sbattete i tuorli con lo zucchero, poco alla volta setacciandola unite la farina di riso e 100 ml di latte, mescolate con un cucchiaio di legno per rendere omogeneo il composto.

3 Scaldate il latte nel microonde o sul fuoco, non deve bollire, unitelo al composto e cominciate a mescolare fino a che il composto non si addenserà diventando una crema, fuoco medio. Spegnete e aggiungete il vov, mescolate, lasciate raffreddare.

4 Imburrate una tortiera ad anello, distribuite la frolla in modo omogeneo, cercate di regolare i bordi in modo lineare, coprite la pasta con un foglio di carta da forno, fatelo aderire bene alla pasta, versatevi sopra del riso o dei fagioli secchi, distribuiteli bene sull’intera superficie, infornate nel forno già caldo a 190 gradi per circa 15 minuti, dopo togliete i fagioli e cuocete per altri 12-13 minuti, la pasta dovrà risultare dorata, sfornate e lasciate intiepidire.

5 Assemblate la torta, lavate i lamponi e asciugateli bene, versate la crema fredda nella torta, livellate la superficie con un cucchiaio, distribuite i lamponi come preferite, solo al centro, lungo l’intera circonferenza o formando un disegno, una scritta. Servite.

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carne

Spiedini di maiale con prugne e grappa

spiedini, maiale, prugne, grappa, secondo

spiedini, maiale, prugne, grappa, secondo

Carne qua se ne vede poca ma ogni tanto un piatto succulento è d’obbligo! L’abbinamento carne/frutta mi è sempre piaciuto, ho scelto le prugne essendo il loro momento ma ritengo che anche le albicocche, l’uva, le mele, le castagne, ecc…stiano benissimo con certi tipi di carne.

Un piatto che profuma di autunno e in effetti a Milano è una giornata parecchio grigia, potrebbe piovere, aria fresca, voglia di casa. L’estate sembra un lontano ricordo e, immagino già le vostre facce…..quasi quasi comincio a pensare al Natale! Come diceva un mio collega “dopo ferragosto un attimo ed è Natale”.

Forse esagerava ma l’anno scorso il 3 ottobre ho visto i primi panettoni e torroni comparire negli scaffali di un supermercato! Follia ma ogni anno si anticipa il momento di buttarsi su festoni, panettoni, palline, alberi ecc….Anche a me piace molto ma c’è tempo.

Adesso è il momento di godersi, iniziare a godersi perchè ufficialmente siamo ancora in estate, boschi che profumano di terra bagnata, umidità che trasuda ovunque, alberi con sfumature che vanno dal rosso al giallo, dal marrone all’arancione; tempo di castagne, di ricci che pungono le mani tanto che a tratti pensi -ma comprarle già pulite????-, il tepore delle caldarroste in forno, gustate con un bicchiere di vino; tempo di foglie secche, alberi che si spogliano, si preparano all’inverno con i loro rami puliti, indifesi.

Tempo di prugne, uva, le prime zucche che già da qualche settimana si trovano, la vendemmia terminata o quasi, i filari spogli; la finestra chiusa a cena perchè tanto fuori è buio e entra aria frizzantina; vestiti che non sono estivi ma neanche invernali, quelle mezze misure che spesso ti fanno sentire freddo e a volte troppo caldo; le prime nebbie la mattina presto, la prima neve che ha già imbiancato le montagne, una spolverata di zucchero a velo  meravigliosa.

Buona giornata autunnale a tutti!

 

maiale, grappa, prugne, spiedini, secondo

 

Ingredienti:

500 gr di circa di lonza di maiale

una decina di prugne

2 cucchiaio di zucchero di canna

6 scalogni media grandezza

2 cucchiai di grappa (classica, non aromatizzata)

sale

pepe

olio evo

 

spiedini, prugne, grappa, carne, maiale, secondo

1 Tagliate il maiale formando dei pezzetti grandi poco più di una noce.

2 Sbucciate lo scalogno e tagliatelo a rondelle grossolanamente.

3 Lavate e asciugate le prugne, tagliate a metà ed eliminate il nocciolo.

4 Prendete gli stecchini per spiedini e infiliate un pezzo di maiale, poi uno di prugna, proseguite nell’ordine che preferite, circa 4-5 pezzi per spiedino.

5 Accendete il forno a 200 gradi, ungete una pirofila con dell’olio (io poco, giusto un velo), distribuite lo scalogno, adagiate gli spiedini, aggiungete lo zucchero di canna distribuendolo in modo uniforme e le prugne avanzate spezzettate, salate, pepate e aggiungete la grappa, se temete che la carne si attacchi aggiungete dell’acqua o del brodo, due tre cucchiai. Cuocete per 30 minuti, sfornate e serviteli caldi.

Primi

Gnocchi alla birra e speck

gnocchi, birra, speck, patate

gnocchi, patate, birra, speck

Chi mi legge con assiduità sa che sto trascorrendo l’estate in montagna e ne sono molto felice, sto andando in tanti rifugi, belli o meno belli, tutti con panorami, vedute pazzesche, tutti lontani dalle macchine, dal turismo di massa, solitamente vado in settimana per evitare le folle del week end, non amo i posti affollati, non a caso l’idea di una spiaggia ligure ad agosto mi mette ansia.

Settimana scorsa sono andata in un rifugio con cui è stato subito amore! La giornata era calda ma nuvolosa, dicevano che avrebbe piovuto, pertanto ho pensato di non andare troppo lontano (dopo tutta l’acqua presa l’anno scorso son rimasta traumatizzata!).

Un sentiero alla portata di tutti, non troppo faticoso ne’particolarmente lungo, arrivata a un cancelletto di legno aperto ho intuito di essere ormai arrivata, romanticamente ho pensato che un cancello aperto fosse sinonimo di benvenuto, un po’ come dire “vieni, la porta è aperta” mentre  il cancello  è lì  per evitare l’ingresso delle mucche.

Pochi metri avvolta nella nebbia, con quell’arietta quasi fredda per cui un leggero brivido corre sulle braccia nude e davanti a me un prato alcune malghe piccole in pietra, difficile spiegare ma son rimasta subito conquistata! Quel prato una meraviglia, accogliente, grande ma non troppo grande, con l’erba verde, quel verde luminoso tipico dell’estate, i tavolini per mangiare o riposarsi.

Amo i rifugi circondati da prati e non da sassi, amo i rifugi piccoli, non quelli enormi, magari a due piani, con cento posti letto, amo i rifugi con tanto legno e poco ferro, amo i rifugi raccolti, dove la sala non è immensa e dentro accoglie tante di quelle persone per cui è quasi difficile parlare.

Malga Stain mi è piaciuta subito, sicuramente anche perchè non c’era nessuno, neanche il sole, in solitaria ha tutto un altro fascino, la pace, il silenzio, solo il sottofondo di una radio, libri da sfogliare, canticchiare sottovoce una canzone d’altri tempi, tanto attorno non c’è nessuno e sentire in cucina qualcun’altro fare altrettanto, sorridere! Mangiare con calma, tanto non devo liberare il tavolo per altre persone, nessuno che ti mette fretta, con una mano la forchetta con l’altra storie di stambecchi.

Come piace a me, piccolo, raccolto, intimo, con tanto legno, accogliente, le mucche in lontananza (non che abbia niente contro le mucche ma a volte mangi con loro a fianco, pare che ti puntino quasi il piatto….se poi c’è pure un cane, il concerto è sicuro).

Sarei rimasta ore su quel prato avvolto nella nebbia, ma il “timore” della pioggia mi ha spinta a tornare a valle dove ovviamente c’era un bel caldo e di pioggia neppure l’ombra fino a sera, ore e ore dopo.

Ci sono “cose” che subito ti conquistano, persone, luoghi, situazioni, profumi, colori, all’inizio difficile spiegare perchè, ti piacciono subito, senti di volerci tornare, di volerle immortalare, lasciano un ricordo, un’impressione, una sensazione bella! Con il tempo riesci a focalizzare meglio, a far sedimentare meglio le sensazioni e comunque puoi tornarci, opportunità che ti rende felice!

Quanto alla ricetta, tante patate da smaltire vuol dire gnocchi, se siete pazienti passateli nella forchetta o nel riga gnocchi, io sfaticata non ne avevo voglia, lo speck, siamo in montagna, è ottimo, la birra, buona rossa artigianale, mi piace usarla per cucinare, provateli, diversi dal solito! Usate la birra che preferite e sentite se vi piace, difficile descriverne il sapore perchè ogni birra è diversa, dovete proprio assaggiare per sapere se è di vostro gradimento!

gnocchi, patate, birra, speck

Ingredienti:

per tre/quattro persone (non fameliche)

500 gr di patate vecchie farinose

150 gr di farina

2 cucchiaiate di uovo sbattuto

sale

100 gr di speck a pezzetti

250 ml di birra rossa

2 scalogni grandi

2 cucchiaio di olio evo

parmigiano facoltativo

sale pepe

gnocchi, birra, speck, patate

1 Lavate le patate e mettetele a bollire con la buccia, una volta pronte scolatele. Lasciatele raffreddare un pochino giusto il tempo di non scottarvi, è meglio lavorare l’impasto quando le patate sono ancora tiepide.

2 Sbucciatele e passatele nello schiacciapatate, formate una fontana su un piano di lavoro, aggiungete la farina, il sale e l’uovo, impastate velocemente e per meno tempo possibile. Dovrete ottenere una palla omogenea e liscia.

3 Dividete l’impasto a pezzetti, formate dei cilindri di circa 1 cm di diametro, con un coltello tagliate i cilindri ogni due cm. Proseguite fino al termine dell’impasto. Fate riposare per mezzora su un vassoio infarinato.

4 Mettete a bollire l’acqua, nel frattempo affettate finemente gli scalogni, metteteli a soffriggere nell’olio, dopo 3-4 minuti, aggiungete lo speck, girate con un cucchiaio di legno, una volta rosolato bene aggiungete la birra, lasciate cuocere per 20 minuti circa, fuoco moderato, quando l’acqua bolle salatela e buttate gli gnocchi, quando salgono scolateli con un mestolo forato (no scolapasta che vi si incollano) e conditeli. Spolverate di pepe.

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CARBONADE di MANZO con CIPOLLE e BIRRA

Posso cominciare dicendo che è una vera bontà? Buonissimo piatto, non sono un gran carnivora, ne mangio poca di carne ma appena ho sentito di questa ricetta ha prevalso la curiosità e il desiderio di assaggiare questa carne preparata in un modo diverso dal solito.
Mi piace tutto, le cipolle che adoro e diventano morbide, quasi si sciolgono in bocca, la birra che preferisco chiara da bere ma per cucinare mi oriento su svariati generi a seconda dei piatti (la Leffe mi è stata suggerita, non è farina del mio sacco), lo zucchero di canna, ma soprattutto sapevo che mi sarebbe piaciuta moltissimo quella cremina che si forma in cottura, bella densa, scura in questo caso, saporita (dalle foto pare troppo liquida ma fidatevi è densa).
Ho accompagnato la carne con delle patate rosse da mangiare con la buccia.
Una ricetta perfetta per una serata fra amici informale, immagino una bella tavolata, un caminetto che sprigiona calore scoppiettando, del vino rosso nei bicchieri, patate croccanti rischio ustione nei piatti, abbondante pane per fare scarpetta con la cremina della carne, un dolce cremoso a fine serata!
Si percepisce che sta arrivando l’inverno? che il desiderio è di piatti caldi, corposi, avvolgenti, sarà anche che in casa non è tanto caldo, meglio da un certo punto di vista ma in alcuni momenti c’è un freddo.
Sarà anche che manca un mese a Natale, momento da sempre associato al freddo, la neve, le piste di pattinaggio, i mercatini da girare bardati di guanti/sciarpa/cappello, il vin brulee ecc…
Natale al nord si intende, ho trascorso due Natali a Roma, dove vive una fetta di famiglia, un clima, un’atmosfera completamente diversi, una volta siamo andati al mare il 26 dicembre, ricordo mio nonno in maglione, un cappotto è sufficiente, magari c’è anche il sole, la necessità di una cioccolata calda non ti viene neppure perchè non è freddo, non so se riesco a spiegarmi ma è diverso!
Non meglio o peggio, ognuno ha le sue abitudini, tradizioni, per me furono due trasferte insolite, lontane dai miei Natali milanesi.



Ingredienti:

per due persone
500 gr di polpa di manzo
2 cipolle medie
30 gr di farina 
600 ml di birra scura (io Leffe)
30 gr di zucchero di canna
5 cucchiai di olio extravergine di oliva
sale
pepe


1 Sbucciate le cipolle, affettatele grossolanamente; tagliate la carne a bocconcini, infarinateli e teneteli da parte.
2 In una padella capiente scaldate l’olio e fate cuocere la cipolla e la carne per 7-8 minuti a fuoco vivo, deve rosolare.
3 Aggiungete lo zucchero di canna, un’abbondante spolverata di pepe, salate e infine versate la birra, coprite con un coperchio e fate cuocere per 1.30 h a fuoco basso. Servite calda.
Se vi sembra che ci sia ancora troppa birra, alzate il fuoco gli ultimi 15 minuti, mescolando la carne di tanto in tanto perchè non si appiccichi al tegame.

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PLUMCAKE al CIOCCOLATO BIANCO e GUINNESS

A me la Guinness non piace, preferisco la birra chiara, ma leggendo la ricetta subito mi ha incuriosita, l’ho presa un po’ come una sfida, mi son detta che magari unita ad altri ingredienti il risultato sarebbe stato eccellente, aggiungiamo anche che il miele non mi fa impazzire, troppo dolce, un vero e proprio azzardo questo plumcake per i miei gusti.
Ammetto che durante  la preparazione ero perplessa, unisco olio, miele e birra nella pentola e mescolo questa massa liquida schiumosa marroncina e diciamocelo non è che fosse particolarmente invitante d’ aspetto, assaggio e sento soprattutto il miele, proseguo fiduciosa/titubante!
Che dire? non male ma non sono del tutto convinta, sicuramente troppo dolce, diminuirei la quantità di miele e/o zucchero, la glassa e il cioccolato si sposano bene con il sapore del plumcake, penso di rifarlo con qualche variante, il sapore è particolare se vi va qualcosa di insolito provatelo!
Vi auguro un felice un week end di sole, passeggiate nei boschi o in riva al mare o altro, una bella infornata di castagne, un caminetto la sera per scaldarsi, tante cosucce buone da gustare in compagnia, chiacchiere, riposo, risate, ottimi passatempi!



Ingredienti:

180 gr di farina
150 gr di zucchero di canna
120 gr di miele d’acacia
150 gr di cioccolato bianco
2 uova
1,2 dl di olio di arachidi
1,2 dl di Guinness
1 bustina di lievito per dolci
1 pizzico di bicarbonato
1 pizzico di sale
250 gr di zucchero a velo
1 albume
1/2 limone


1 Versate in una casseruola la birra, l’olio e il miele, portate a bollore. Togliete dal fuoco, unite un pizzico di bicarbonato, girate finchè non si sarà sciolto, aggiungete 100 gr di cioccolato tritato grossolanamente e lo zucchero, amalgamate.
2 Sbattete le uova, unitele al composto mescolate, aggiungete la farina e il lievito setacciati e il pizzico di sale, mescolate.
3 Accendete il forno a 180 gradi, prendete uno stampo da plumcake, se necessario imburrate o ricoprite di carta forno, versate il composto nello stampo livellando con una spatola la superficie, infornate per circa 45 minuti.


4 Sfornate e lasciate raffreddare poi sfornatelo su un piatto da portata, preparate la glassa mescolando lo zucchero a velo con l’albume e qualche goccia di limone, se non si amalgama aggiungete un goccio d’acqua fredda, versate sul plumcake distribuendolo in modo uniforme, mettete in frigorifero a solidificarsi per 15 minuti circa.
5 Mentre il plumcake è in frigorifero preparate con un pela patate  i riccioli di cioccolato con i 50 gr rimasti, prendete il plumcake e ricopritelo con i riccioli.
CONSIGLIA Torta al cioccolato