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Mini quiche di cotechino e lenticchie

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Ammetto che il cotechino non mi entusiasma, una fetta mi basta, due son già troppo, ogni anno lo mangio ma lo preparo in modo differente dal classico con solo le lenticchie. Questa un’idea molto semplice che potete adattare alle vostre esigenze utilizzando ingredienti che avete in casa, da terminare in frigorifero o che semplicemente preferite.

Ultimo post del 2017, niente bilanci tranquilli, e neanche le solite banalità come vi auguro serenità, amore, pace, salute, queste cose ve le auguro sempre, penso rientrino fra gli “obiettivi” di qualsiasi vita, superfluo ricordarcene in questi giorni.

Vi auguro di realizzare i vostri sogni, soprattutto se sono ambiziosi, complicati, molto desiderati, provateci, lottate, se esiste anche solo una minima possibilità tentateci, sarà dura, la fatica sarà intensa, le delusioni altrettanto ma non mollate.

Vi auguro di vivere “vita intensa” non perdere tempo dietro a cose futili, polemiche sterili, situazioni che non lasciano niente, se dovete risolverle fatelo con il maggior distacco possibile ma senza investire energie preziose per altro.

Vi auguro di circondarvi di persone con cui state bene, crescendo penso sia normale fare selezione, frequentare solo chi si ha davvero voglia di vedere e rendere partecipe della propria vita, ecco, senza escludere nessuno senza un perchè, trascorrete il vostro tempo con chi vi stare bene, vi regala qualcosa, sentite il desiderio di avere accanto.

Non dico altro, gli auguri per voi sono gli auguri per me. Felice 2017 a tutti voi che sempre, ogni tanto, raramente passate di qua.

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Ingredienti:

per la pasta

200 gr di farina

150 gr di burro freddo

acqua fredda

sale

per il ripieno:

100 gr di lenticchie

4 fette di cotechino

2 uova

200 ml di panna

70 gr di parmigiano grattugiato

sale e pepe

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1 Preparate la pasta amalgamando insieme la farina con il burro, il sale e l’acqua che dovete aggiungere poco poco alla volta e solo se necessario per compattare gli ingredienti, quando avrete ottenuto una pasta liscia e omogenea riponete in frigorifero.

2 Lessate le lenticchie (o usate quelle in scatola), lessate il cotechino, lasciateli intiepidire.

3 In una ciotola sbattete le uova con la panna, regolate di sale e pepe, unite il parmigiano, mescolate.

4 Unite le lenticchie e il cotechino tagliato a pezzettini.

5 Ungete con burro o olio degli stampi da crostatina, stendete direttamente con le mani la pasta, altezza 5 mm circa, regolate bene i bordi.

6 Accendete il forno a 200 gradi, mentre si scalda riempite le tortine con il composto liquido, poco meno del bordo, infornate per 30 minuti, servite calde o tiepide.

A me ne sono venute sei con questo impasto, potete tranquillamente andare ad occhio, mettere più panna e un uovo in meno, altro formaggio a pezzetti, aggiungere delle spezie o erbe aromatiche, usare altre farine, massima libertà.

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Antipasti/ verdure

Fritelle di ceci scarola e acciughe

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Ancora scarola! Per preparare la ricetta di settimana scorsa mia mamma me ne ha presi due grossi cespi, uno l’ho utilizzato per la pizza, l’altro -una parte- per queste frittelle.

Questa è la classica ricetta che si realizza al volo, dieci minuti scarsi e sentirete lo sfrigolio dell’olio che si scalda. Variatela come preferite, utilizzando un’altra farina, facendo una pastella con le uova, o con la birra, o con l’acqua frizzante.

Le quantità possono variare, vi indico le mie ma regolatevi autonomamente, intendo dire che aggiungendo un po’ d’acqua la pastella può diventare più liquida, se la volete più densa proseguite aggiungendo poco alla volta acqua e farina fino a trovare la consistenza che preferite.

Tranquilli che difficilmente sbaglierete! Felice settimana!

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Ingredienti:

150 gr di farina di ceci (circa)

acqua q.b.

50 gr di scarola

6 filetti di acciuga

olio per friggere

sale

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1 Lavate la scarola, asciugatela, tagliatela a pezzi grossolanamente.

2 Preparate la pastella versando la farina in una ciotola, unite mescolando con una frusta l’acqua, aggiungete poco alla volta, regolate di sale. Aggiungete la scarola, mescolate, se la pastella vi sembra poca preparatene altra.

3 Unite i filetti di acciuga tagliati a pezzettini, mescolate.

4 Mettete a scaldare abbondante olio per friggere in una padella antiaderente, formate le frittelle con un cucchiaio di impasto, distanziatele fra loro, è normale che siano tutte diverse e irregolari. Proseguite fino al termine della pastella, scolate su un foglio di carta assorbente, regolate di sale, servite.

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Lievitati/ verdure

Hamburger di cannellini

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Adoro i legumi, i ceci in primis e a ruota tutti gli altri, avevo un sacchetto di cannellini da terminare, sempre per svuotare la dispensa prima del gran caldo, erano tanti e infatti gli hamburger son parecchi, regolatevi su quanti siete e quanti ne desiderate a persona, a me non sono avanzati, dovesse accadere surgelateli.

La bellezza del hamburger consiste -oltre che nella bontà del hamburger- nel farcirlo con mille varianti, i miei son molto semplici, songino e carote con  un ottimo ketchup fatto in casa regalatomi da un’amica, una versione super light e vegana ma sappiamo che pomodori, melanzane, zucchine, peperoni ci stanno benissimo, per non parlare di svariati formaggi, salse come mostarda, maionese e altre, per i più golosi immancabile il bacon, una bella panatura e di conseguenza frittura.

Capitolo a se’ il pane, se potete preparatelo con le vostre manine, ha tutto un altro sapore e la soddisfazione è doppia, i miei son panini del panettiere, non avevo tempo per impastare e aspettare i tempi di lievitazione, mi riprometto di provaci un’altra volta.

Il sole è alto, durerà? Vedremo, intanto mi attivo nonostante abbia un gran sonno, nonostante abbia dormito, buona settimana!

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Ingredienti:

per dieci hamburger da circa 40 gr

400 gr di cannellini

2 cucchiai di latte di soia

pangrattato

sale

pepe

erba cipollina

10 panini di hamburger

ketchup homemade

songino e carote a piacere

 

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1 Lessate i cannellini, frullateli con il latte, dovete ottenere una crema, regolate di sale, pepe, unite l’erba cipollina lavata e affettata a rondelle, unite un paio di cucchiai di pangrattato, provate a formare gli hamburger, se vi sembra che non abbiano la  giusta consistenza unite poco pane fino a che non otterrete un composto compatto.

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2 Accendete il forno a 200 gradi, distribuite gli hamburger su una teglia coperta con la carta forno, irrorate con un filo d’olio, infornate per circa 20 minuti, se volete gli ultimi 5 minuti di grill.

3 Componete i vostri panini come preferite, con la verdura, l’hamburger e il ketchup.

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verdure

Zucchine con cous cous fave e feta

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Un piatto che profuma di primavera/estate. Il cous cous lo associo sempre all’estate perchè ne trangugio parecchio in veste di insalata con verdure, uova, pesce e altro, lo preferisco spesso freddo invece che caldo, le zucchine cominciano a comparire sui banchi dei mercati, quelle tonde mi son sempre piaciute per la loro forma accogliente.

La feta mi ricorda subito la Grecia, il mare, le isole, le giornate al sole dove ti allontani un attimo dalla spiaggia per gustare un’insalata greca ricca di feta, pomodori, cetrioli, cipolle e altro, le fave è il loro momento con i piselli, le taccole, gli asparagi, gli agretti.

Diciamo un piatto che nel mio immaginario omaggia la primavera traghettandola verso l’estate, peraltro in alcuni momenti della giornata quando il sole è alto e caldo pare già estate, 26/28 gradi, son già apparsi i primi sandali, vestitini, cappellini per il sole.

Un piatto di contrasti, il cous cous un sapore abbastanza neutro unito alla fave con quel leggero retrogusto potrei amarognolo ma non è del tutto corretto, la zucchina dolciastra e le feta molto saporita, mi piace pensare a un piatto dove si sposino i sapori cercando di armonizzarli, il cous cous si presta alla grande come tutti i cereali, dal farro all’orzo e tutti gli altri e anche le verdure.

A breve comincia la stagione dei peperoni e delle melanzane che insieme ai pomodori son le verdure per eccellenza da farcire, in estate possiamo divertirci a trovare abbinamenti con praticamente tutto, pesce, carne, formaggio, legumi, uova, pomodori secchi, frutta secca, possiamo creare salsine, pesti, giocare con l’avocado, lo yogurt, le erbe aromatiche.

Un bel gioco che mi piace in cucina e meno nella realtà non essendo propriamente un’amante dell’estate, mi piace ma se sono in vacanza, in città trovo che sia un supplizio, non dormire la notte, la guerra con le zanzare, la vita terribile sui mezzi pubblici e potrei continuare a  lungo.

Buon week end e buon 25 aprile!

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Ingredienti:

per tre zucchine

3 zucchine tonde

100 gr di cous cous

50 gr di fave

30-40 gr di feta

olio

sale

pepe

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1 Mettete a lessare le fave fresche o surgelate, ci vorrà almeno una mezzora, meno in pentola pressione, una quarantina di minuti in casseruola.

2 Cuocete il cous cous come da istruzioni sulla confezione, lasciatelo intiepidire in una ciotola.

3 Svuotate le zucchine, dopo averle lavate tagliate la calotta superiore, con uno scavino togliete l’interno.

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4 Unite al cous cous le fave, e la feta sbriciolata, regolate di sale (poco o nulla essendoci la feta) e pepe, irrorate con un filo d’olio.

5 Accendete il forno a 200 gradi, mentre si scalda, riempite le zucchine, disponetele in una pirofila con un filo d’olio, cuocete per circa 40 minuti, provate con una forchetta a sentire se la zucchina è cotta. Sfornate e servite calde o tiepide.

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Primi

Tagliatelle con fave speck e pecorino

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Le mie zie romagnole (prozie per essere precisi) son le maestre della pasta fresca, anche mia nonna, sorella delle due zie,  di tagliatelle ne hanno preparate a milioni per sessanta’anni e oltre, mia mamma  ne ha impastate altrettante e io non avevo mai pensato a una ricetta con questo tipo di pasta fresca che ho mangiato diecimila volte!

Forse perchè parlando di pasta fresca preferisco da sempre le lasagne e i cannelloni, poi tortelli, ravioli, agnolotti, cappelletti e tutta la pasta piena, per ultime le tagliatelle, non so perchè ma le ho sempre apprezzate meno,  misteri della vita.

Sabato in giro con amici, domenica a casa mi è venuta voglia di impastare, uova e farina non mancano mai, la macchina per la pasta fresca spesso mi guarda richiedendo maggiori attenzioni, tradotto utilizzo, è stato un richiamo a cui non ho potuto non dare ascolto.

Per condimento un classico della stagione, le fave e il pecorino, lo speck che adoro.

Indubbiamente la pasta fresca che si tratti di trofie o tortellini, orecchiette o cannelloni, profuma di casa, di tradizione, di mani in pasta, di nonne, mamme che insegnano come si prepara, un viaggio per l’Italia dove in ogni regione puoi gustare qualche specialità, in Liguria i pansotti, in Toscana i pici, gli agnolotti in Piemonte e potremmo continuare per ore.

La pasta fresca nella sua semplicità racconta il nostro Paese, le sue tradizioni tramandate da secoli, le abitudini, la vita delle famiglie, i sughi e condimenti tipici, i pranzi della domenica, i piatti delle feste, la maestria di chi insegna alle nuove generazioni trucchi, manualità, procedure.

Buona settimana.

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Ingredienti:

per circa due tre persone

2 uova grandi

200 gr di farina

sale

100 gr di fave fresche o surgelate

40 gr di speck a listarelle (o come volete)

50 gr di pecorino grattugiato

sale

pepe

 

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1 Preparate la pasta fresca disponendo su un piano da lavoro la farina, formate una fontana, aggiungete il sale e le due uova, sbattetele con una forchetta, poco alla volta sempre con la forchetta o con le mani se preferite, incorporate farina, continuando a impastare in pochi minuti otterrete una pasta liscia e compatta.

2 Dividete la pasta a fette di almeno 1 cm di spessore, infarinate il piano, poi con l’aiuto della macchina per tirare la pasta passate il vostro pezzetto dal sesto al primo step, la pasta da spessa diventerà sempre più sottile fino a diventare quasi un velo.

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3 Passate la vostra striscia di pasta, se troppo lunga e difficile da maneggiare tagliatela a metà, nell’apposito spazio per le tagliatelle, disponetele ben distanziate su un vassoio infarinato, procedete fino al termine della pasta.

4 Lessate le fave.

5 In una padella ben calda saltate lo speck senza aggiungete olio, quando sarà ben rosolato unite le fave, regolate di sale, cuocete per qualche minuto ( se necessario aggiungete un filo d’olio d’oliva).

6 Cuocete le tagliatelle come qualsiasi piatto di pasta, cottura tre quattro minuti al massimo, scolatele, conditele con le fave e lo speck, spolverate di pepe e di pecorino nella pentola o direttamente nei piatti in tavola.

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verdure

Pakora di verdure

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Chi è stato in India sa bene di cosa sto parlando, sicuramente ne ha mangiate tante e spesso perchè son ottime e sempre diverse, cambiano le verdure, le spezie, le erbe, sono delle frittelle, delle polpette di verdure, non so quale sia il termine corretto. Un piatto tipico, molto comune, impossibile andare in India e non mangiarle!

L’India è un paese splendido, unico, ricco di contraddizioni, colorato, profumato, caotico, rumoroso, indimenticabile.

Per anni pensando a un viaggio da intraprendere  l’India non era mai rientrata  nei miei pensieri, sicuramente suggestionata dalle immagine televisive di tanti poveri, miseria, fame, poi nel luglio del 2006 per il mio compleanno mi regalarono Shantaram un romanzo non sull’India ma ambientato in India, una storia con intrighi, amore, vicende famigliari, un po’ di thriller.

Ogni pagina pensavo -devo andarci-, proseguendo nel libro ne ero sempre più convinta, detto fatto! Agosto 2007 l’ho trascorso in India, un paese sicuramente duro, con tanta miseria, povertà, spesso la sera tornando in albergo vedevi persone dormire in strada, sdraiati sullo stesso terriccio dove era passata una mucca, un camion, lo scolo di una fogna.

Un paese molto rumoroso, caotico, girare in macchina per le strade di New Delhi è un’avventura, la strada è di tutti, ti trovi in coda a un semaforo fra il pullman, la mucca (animale sacro non si tocca, non si sposta), una bicicletta, un suv e un carretto pieno all’inverosimile.

Il Gange, il fiume sacro, è un crocevia di tutto ma proprio tutto, ho assistito (per caso) a un funerale dove una barca ha trasportato lontano da riva un corpo fasciato in un lenzuolo per poi abbandonarlo alla corrente, la stessa acqua dove lavano i vestiti, bevono gli animali, si lavano corpo e capelli gli indiani, un acqua marrone intenso, tu ne stai lontano per loro è tutto.

Un paese con una forte spiritualità, moltissimi templi, cerimonie religiose con simboli, fiori, preghiere; un paese dai colori forti intensi, a cominciare dai sari delle donne, il loro vestito tipico, splendido, di colori accesi, brillanti, con molteplici sfumature; un paese dove si mangia benissimo, molto vario, verdure, carne, pesce, legumi, pane, zuppe, spezie declinate in ogni modo.

Potrei continuare ore a parlarvi dell’India, mi limito a dirvi andateci, per chi ha pregiudizi, paura, teme un confronto troppo forte con una realtà tostissima, con la povertà, lo sporco, andate comunque, tutti questi elementi ci sono ma se da lontano sembrano un ostacolo quando sarete lì li affronterete scoprendovi più forti di quel che credevate, li supererete godendovi quanto di bello questo immenso paese puo’ regalarvi.

Se volete andarci torno con voi….magari!

 

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Ingredienti:

per circa 15 pakora

165 gr di farina di ceci

1 cucchiaino raso di curcuma

1/2 cucchiaino di peperoncino

1 cucchiaino di garam masala

1 patata piccola

60 gr di cavolfiore

50 gr di piselli

1 cipolla piccola

2 cucchiai di foglie di coriandolo fresche tritate

2 cucchiai di basilico fresco tritato

2 cucchiai di prezzemolo fresco tritato

1 spicchio d’aglio

olio per friggere

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1 Preparate la pastella setacciando la farina di ceci con la curcuma, il peperoncino, il garam masala, salate e aggiungete 150 ml circa di acqua, dovrete ottenere una pastella abbastanza densa. Coprite e fate riposare una mezzora.

2 Preparate le verdure, lessate il cavolfiore e i piselli nel mentre tagliate finemente la cipolla e la patata.

3 Unite le verdure tutte insieme, aggiungete l’aglio tritato, il prezzemolo, il coriandolo e il basilico, mescolate.

4 Unite le verdure alla pastella mescolando, intanto scaldate l’olio per friggere in una capiente padella antiaderente.

5 Friggete le vostre pakora per almeno 5 minuti girandole di tanto in tanto, dovranno risultate belle dorate.

NOTE: è normale che la forma sia irregolare, se non trovate il coriandolo fresco potete non metterlo, potete omettere l’aglio se temete che si senta troppa, anche se vi assicuro che nell’insieme non lo sentirete, se non avete il garam masala potete creare il vostro mix di spezie da soli, curcuma, paprika, pepe, cumino.

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Primi

Cous cous ceci e pesto di rosmarino

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La parola cous cous subito la collego alla parola Africa, di pesce, di carne o verdure.

Eppure in Africa non ne ho visto l’ombra, probabilmente è un pensiero che viaggia nella mia mente da sempre, da quando a vent’anni andavi a mangiare nel ristorante africano e il cous cous non mancava mai, da allora mi è rimasta quell’idea.

Son stata in Senegal, Mauritania, Gambia, Algeria e Marocco e il cous cous non c’era mai, ne’ quando andavi al ristorante e ti offrivano il menu, neppure quando mangiavi nei villaggi un po’ alla buona in qualche mercato o baracchino con cibo da strada.

Forse è stato un caso, son stata sfortunata o son capitata in zone dove non è uso mangiarlo spesso, non lo so, fatto sta che in Africa non l’ho mai mangiato, qui a Milano l’ho gustato preparato da donne marocchine a casa loro.

Ho mangiato sempre il pollo, cucinato in svariati modi, la platessa che in Senegal è il pesce clou, hanno milioni di orate ma le esportano, verdure preparate in vari modi, zuppe, il pane buonissimo cotto in un modo particolare, riso, agnello ma niente cous cous.

Mi piace molto come apprezzo molto tutti gli alimenti/piatti versatili, il cous cous è buono con pesce, carne, verdure, come insalata con legumi, formaggio, con le uova, anche in versione dolce, essendo un sapore abbastanza neutro lo si può condire con salse, erbe, spezie. Piatto povero, economico, se poi non lo preparate secondo le usanze, facendolo sgranare, passandolo al setaccio ma usate quello che si cuoce in cinque minuti è anche un grande alleato per chi non ha tempo.

Il mio preferito rimane freddo in insalata con ceci, uova soda, pomodori, magari un po’ pesto.

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Ingredienti:

per due tortini

200 gr di cous cous

100 gr di ceci

per il pesto di rosmarino

3 cucchiai di rosmarino fresco

1 scalogno

30 gr di nocciole

3 pomodori secchi

olio q.b.

sale

 

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1 Preparate il pesto tritando molto finemente il rosmarino, mettetelo nel mixer o mini pimer con lo scalogno affettato grossolanamente, i pomodori secchi, le nocciole e l’olio, aggiungete olio fino a quando non troverete la consistenza che preferite, regolate di sale.

2 Preparate il cous cous come da istruzioni sulla confezione, lasciatelo raffreddare poi prendete i piatti su cui volete portarlo in tavola, posizionate al centro un coppapasta, con una mano tenete fermo il coppapasta con l’altra riempitelo di cous cous fino all’orlo, livellate la superficie, riponete in frigorifero.

3 Cuocete i ceci prima ammollati o usate quelli in scatola lavati. Estraete il piatto dal frigo, delicatamente togliete il coppapasta, aggiungete i ceci e il pesto.

NOTE, le dosi del pesto e dei ceci sono indicative, mettetene a piacere, il pesto potete modificarlo a piacimento togliendo o aggiungendo quantità di ingredienti, l’ho aggiunto con la tasca da pasticcere perchè mi piaceva creare dei ciuffi, potete unirlo con il cucchiaio o se liquido sopra e sui lati tipo salsa.

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Primi

Minestra di cereali legumi e zucca

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Ho preparato questa minestra una settimana fa, non avevo pensato di postarla, non mi era neanche venuto in mente, una volta pronta ho pensato perchè no? E’ di stagione, perfetta per queste fredde giornate invernali, sana e un’idea in più, non originale, ma non tutti sanno sempre cosa cucinare, per il periodo dopo Natale in cui si cerca ( o si finge di cercare) alimenti più sani, leggeri ecc….

Ed eccola qua, fotografata al volo prima di esser portata in tavola, quando ancora fumava bollente.

C’è un sole bellissimo e il pensiero corre subito alle montagne, alla neve che finalmente è arrivata, sole e neve sono un duo splendido, unico, creano giochi di luci pazzeschi, a volte se guardi la neve con il sole ti sembra di vedere come argento, come tanti  brillantini.

Giornate così trascorse a Milano andrebbero vietate, uno spreco, se stai all’aperto ancora ancora ti godi il tepore del sole invernale ma se -come è auspicabile- ti trovi in casa, in ufficio, a scuola ecc….il sole è un piccolo regalo di poche ore, istanti; a casa mia solitamente molto luminosa, dura poco, la mattina e solo a stralci, il sole è basso e non arriva a illuminare tutta casa sommersa e immersa fra palazzi.

Buon week end!

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Ingredienti:

per due persone

150 gr di cereali e legumi misti (borlotti, cannellini, orzo perlato, piselli, lenticchie verdi, lenticchie rosse decorticate, azuki verdi, fagioli bruni, fagioli con l’occhio, farro perlato, fagioli rossi)

30 gr di carote

30 gr di sedano

30 gr di cipolle

70 gr di zucca

2 foglie di alloro

olio

sale

pepe

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1 Preparate un soffritto con sedano carote cipolle avendo precedentemente pulito e lavato ogni verdura.

2 Dopo circa 5-10 minuti aggiungete la zucca tagliata a tocchetti e l’alloro, cuocete altri 5 minuti.

3 Versate i legumi e i cereali e una quantità d’acqua sufficiente per cuocerli 1.30(devono essere ricoperti di acqua interamente), quando l’acqua bolle abbassate il fuoco, coprite, regolate di sale e pepe solo alla fine.

Decidete voi in base ai vostri gusti se ottenere una minestra densa o brodosa, meglio comunque aggiungere una maggiore quantità di acqua per evitare che si attacchi, eventualmente se la preferite più densa la fate asciugare. Le dosi sono indicative, potete variare ogni ingredienti come preferite senza compromettere l’esito della ricetta.

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Uova

Crepes di ceci con spinaci e parmigiano

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Una ricetta svuota frigo, latte da terminare, una quantità di uova notevole, un fondino di farina di ceci e un avanzo di spinaci, il parmigiano non manca mai, veloce, buona, diversa dal solito, adoro le crepes, belle, buone, versatili, perfette per giocare con le farciture, le farine, le erbe aromatiche, spezie, dolce, saltato, diciamo con tutto.

Non entro nel merito di quanto successo in questi giorni in Francia, non credo di aver niente di interessante da dire, ne’ sento l’esigenza di esprimere il mio pensiero sui fatti, mi limito a dire che mi stupisce sempre la reazione umana.

La reazione emotiva è normale, provare paura, sgomento, terrore, rabbia e altro è umano, il contrario sarebbe anomalo, mi stupisce come a volte ci si svegli all’improvviso di fronte alle tragedie, all’improvviso tutti si sentono vulnerabili, sotto attacco, temono possa accadere qualcosa di analogo nella loro città, tutto vero, tutto legittimo.

Ma guerre di religione, di fanatici, estremisti, chiamateli come preferite se ne combattono tutti i giorni in una grossa “fetta” di mondo! Mi lascia perplessa vedere che ora son tutti sgomenti ma giovedì? Forse se ne parla poco  o solo su alcuni media o ci siamo “abituati”  ma di persone che saltano in aria, muoiono per mano di qualche fanatico, vengono uccise in nome di un ideale? una religione? un Dio? o non so cos’altro ce ne sono tutti i giorni, da sempre!

Per anni ho lavorato con persone africane e del Medio Oriente sentendo storie simili verificarsi costantemente, persone che son scappate dal loro paese proprio perchè si combattevano guerre religiose che portavano morte, ragazzi che hanno visto saltare per aria i genitori che hanno pestato una mina, ragazze che si sono innamorate dell’uomo sbagliato, appartenente a una religione diversa da quella della famiglia della ragazza, uccise, rapite, violentate, tenute in ostaggio.

Potrei continuare ore con i racconti, al di là della mie esperienza basta informarsi un minimo, Israele, Libano, Egitto, ecc….episodi che accadono spesso, per restare “vicino” a casa, Parigi dieci mesi a, Madrid 2004, Londra 2013,  tanti episodi meno imponenti come numeri ma non meno significativi.

Mi stupisce osservare come la mente umana cancelli, rimuova, metta da parte, necessiti di episodi estremi per riaprire gli occhi, accorgersi di quanto accade nel mondo, come se ci fosse un tasto ON/OFF.

E’ solo un pensiero, nessuna polemica, nessun riferimento a qualcuno/qualcosa in particolare.

Buona settimana.

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Ingredienti:

per circa sei crepes

3 uova

130 gr di farina (di ceci 90 gr+40 gr di farina 00)

300 ml di latte

30 gr di burro +per imburrare la padella delle crepes

1 kg di spinaci freschi

150 gr di parmigiano

sale

 

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1 Mettete a cuocere gli spinaci dopo averli lavati bene (potete tranquillamente usare quelli surgelati), lasciateli intiepidire e strizzateli.

2 Preparate le crepes, sbattete in una ciotola le uova con la farina setacciata aggiunta poco alla volta, nel mentre fate sciogliere i 30 gr di burro, lasciate intiepidire, aggiungete il latte a filo continuando a mescolare, una volta amalgamato versate il burro, regolate di sale, io ho aggiunto del timo, potete omettere o aggiungere un’altra erba fresca o secca a piacere (prezzemolo, rosmarino, maggiorana, ecc..)

3 Scaldate una padella antiaderente per qualche istante insieme a una noce di burro, versate trequarti di mestolo, fate cuocere qualche minuto, sarà pronta per essere girata quando i bordi si staccheranno bene, aiutatevi con una spatola, e quando al centro si formeranno delle bolle, giratela e cuocete un altro minuto, proseguite fino al termine della pastella.

4 Farcite le vostre crepes con gli spanci e il parmigiano, passate in forno una decina di minuti, giusto il tempo di far sciogliere il formaggio, servite calde.

Primi

Fusilli con pesto zucchine e ceci

fusilli, zucchine, ceci, pesto, primo piatto

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Buon lunedì e inizio settimana, praticamente una non ricetta, l’unico sforzo è preparare il pesto, se l’avete pronto o lo comprate dovete solamente amalgamare gli ingredienti, un primo semplice perfetto per le giornate calde, lo preparate la sera prima o la mattina presto e il pranzo ( o cena) è pronto).

Le zucchine le detesto spappolate, le ho cotte pochi minuti per lasciarle croccanti, cuocetele come preferite, anche grigliate son perfette, le paste fredde, come tutti gli altri cereali, potete condirli come volete si prestano a infinite varianti, l’importante, secondo me, è che siano ben condite.

Non amo le paste fredde che non sanno di niente, dove vengono buttati in una ciotola ingredienti che non si legano, la pasta che mangiata da sola è insapore, il pesto è una valida proposta per amalgamare bene tutti gli elementi che compongono il piatto, il peggio credo sia il pomodoro, le olive e la mozzarella.

Ho mangiato decine di volte questo tipo di pasta fredda e trovo che nell’ottanta per cento dei casi non sa di niente o di olio aggiunto  in abbondanza, piuttosto anche con 50 gradi mi preparo una matriciana, una carbonara, una pasta con il ragu dove la pasta è ben intrisa di sugo.

Sono difficile? Forse! Buona giornata!

fusilli, pesto, ceci, zucchine

 

Ingredienti:

per due persone

180 gr di fusilli bucati corti (Garofalo)

1 zucchina grande

80 gr di ceci lessati

pesto a piacere (ricetta nel link)

basilico per decorare

 

fusilli, pesto, zucchine, ceci, primo piatto

 

1 Mettete a bollire l’acqua per la pasta, nel mentre lavate e tagliate gli estremi della zucchina, tagliatele a tocchettini.

2 Buttate la pasta, duranti gli ultimi sei sette minuti di cottura aggiungete le zucchine, cuocete, scolate e passate sotto l’acqua fredda.

3 In una pirofila condite la pasta con il pesto e i ceci, amalgamate, servita fredda o tiepida.

Le quantita’ potete variarle a piacere sia del pesto che delle zucchine e dei ceci.

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