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Pasta alla norma

pasta alla norma siciliana

Siciliani a me, premetto che non so se questa è la versione originale, l’ho preparata in base al ricordo che ho delle paste alla norma che ho mangiato, può essere che la preparazione non sia esattamente così.

Meglio specificare per non urtare la sensibilità degli isolani ma di tutti quando si parla di piatti tipici e regionali, si sa che ognuno ha le sue teorie, la sua versione, come si suol dire paese che vai usanza che trovi.

Una pasta che più buona non ce n’è ma del resto con il fritto si va sempre sul sicuro e le melanzane sono la verdura campione del fritto, pensiamo alla parmigiana…..felicità assoluta.

Friggere ieri con il caldo non è stato il massimo ma una volta si può anche fare, ci tenevo a inserire sul blog una pasta che amo molto e che mi ricorda un bellissimo viaggio in Sicilia ormai di parecchi anni fa, una settimana in cui mangiai divinamente a costi stracciati.

Sono in partenza per il week end per cui vi lascio, buon fine settimana.

 

pasta alla norma

 

Ingredienti:

per due persone

180 gr di pasta

1 melanzana media

1 etto di datterini

1 spicchio di aglio

olio evo

olio per friggere

50 gr di ricotta salata

basilico

 

pasta siciliana alla norma

1 Lavate la melanzana, tagliatela  a pezzetti, mettete a scaldare abbondante olio per friggere in una padella antiaderente, quando l’olio è ben caldo aggiungete le melanzane, friggetele girandole di tanto in tanto fino a che risultano dorate, scolate su un foglio di carta assorbente.

2 Nel mentre in un pentolino mettete due cucchiai di olio evo, lo spicchio di aglio tagliato a fettine, lasciate soffriggere qualche istante a fuoco medio poi aggiungere i pomodori precedentemente lavata e tagliati a pezzetti, regolate di sale, lasciate cuocere una ventina di minuti, ogni tanto mescolate.

3 Preparate la pasta, quando la scolate conditela con le melanzane, il sugo di pomodori, spolverate con la ricotta salata, aggiungete il basilico.

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Testaroli al pesto di agretti pomodori secchi e pinoli

testaroli con pomodori secchi pesto di agretti e pinoli

I testaroli sono un piatto che amo, un piatto tipico della Lunigiana, alta Toscana, sono cresciuta mangiandoli, la mia nonna li preparava spesso con tanto pesto e parmigiano come vuole la tradizione, negli anni ho sperimentato vari sughi.

E’ un tipo di pasta porosa, solo acqua e farina, una pastella cotta nei testi di ghisa, un impasto che cotto diviene poroso per cui assorbe bene il sugo, si intinge che è una meraviglia, motivo per cui tutti i tipi di pesto o ragu, in generale sughi cremosi o tendenti al liquido sono perfetti per condirli.

Oggi una Milano che non si intuisce, cielo che vedo dalla finestra grigio ma potrebbe uscire il sole come mettersi a piovere, del resto sono giorni che il tempo è ballerino, fa un po’ caldo e un po’ freddo, niente nuvole e nuvoloni neri, infradito e maglioncino, ombrello e maniche corte.

Da voi come è il tempo? Che fate? Buon martedì.

Ingredienti:

per due persone

180 gr di testaroli (se lo avete intero tagliatelo a rettangoli di 3×6 cm)

140 gr di agretti lessati

1 spicchio di aglio

olio evo q.b.

1 cucchiaio di parmigiano

4 pomodori secchi sott’olio

1 cucchiaio di pinoli

parmigiano grattugiato a piacere

 

testaroli con pinoli pomodori secchi e pesto di agretti

 

1 Preparate il pesto frullando gli agretti ben strizzati con il parmigiano, l’aglio, un pizzico di sale e l’olio aggiunto a filo, dovrete ottenere un composto omogeneo e mediamente denso.

2 Mettete a bollire l’acqua come per la pasta nel mentre tagliate grossolanamente i pomodori a pezzetti.

3 Cuocete i testaroli per tre minuti al massimo da quando l’acqua bolle, salatela, spegnete e lasciateli in acqua, state attenti ai tempi perchè se li lasciate troppo si spappolano.

4 Conditeli con il pesto, i pomodori, i pinoli e una spolverata di parmigiano.

Primi

Fregola con cipollotti e cozze

fregola con cipollotti e cozze

Amo la fregola da morire, in Sardegna l’ho mangiata tutti i giorni, non è niente di che ma amo quella consistenza, quel sapore, i milioni di condimenti con cui prepararla, pesce in primis.

Mi ricorda una vacanza bellissima in Sardegna, ormai quattro anni fa, tanto mare, sempre bellissimo, acqua cristallina, distese di sabbia infinita, poca gente, tanto sole, relax totale, ogni giorno una spiaggia diversa una migliore dell’altra.

Pesce a gogo, tutti i giorni, costi ridicoli rispetto a Milano, grigliate, fritture, anche un semplice branzino ai ferri o al sole, una goduria infinita, mamma mia che ricordi quei piattoni di pesce, mai mangiato così tanto in una settimana.

La Sardegna è splendida, selvaggia, intensa, solitaria, tanta natura, tanto mare, tanto verde, se eviti i luoghi mondani, richiamo dei turisti, è fantastica, silenzio, sole, arte, mare, cordialità, paesini, colline, scorci meravigliosi.

Dopo questo inno alla terra sarda, vi auguro un felice week end!

 

fregola con i cipollotti e cozze

 

Ingredienti:

per due persone

200 gr di fregola

500 ml di brodo di pesce

5-6 cipollotti medi

100 gr di cozze (senza guscio)

olio evo

sale pepe

1 Mettete a bollire l’acqua per il brodo che potete preparare o con i preparati o con lische di pesce e alcuni pesci.

2 Pulite il cipollotto, tagliatelo a rondelle, prendete una padella versatevi due cucchiai abbondanti di olio, dopo un minuto aggiungete il cipollotto, fatelo cuocere per circa cinque minuti poi versate mezzo mestolo di brodo e fate cuocere per altri 10 minuti.

3 Unite la fregola al cipollotto, bagnate bene interamente con il brodo, restate in zona perchè si asciuga molto rapidamente, ogni tanto mescolate e se necessario unite altro brodo, dovrebbe essere pronte in circa 15 minuti ma sulla confezione troverete istruzioni in base a quanto è fine, gli ultimi cinque minuti unite le cozze, mescolate, regolate di sale e pepe, servite.

 

fregola con cozze e cipollotti

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Cipollata umbra

zuppa di cipolle e pomodoro umbra

Vedo già i volti di alcune amiche che di fronte alla parola cipolle storcono il naso perchè ti rimane l’odore sulle mani, perchè non le digeriscono, perchè le reputano pesanti e invece io le amo.

Questa ricetta è tipica del centro Italia, ho visto sia Umbria che Abruzzo, come per ogni ricetta della tradizione che si rispetti le versioni sono molteplici, cipolle bianche o rosse, con brodo o senza, con lardo o guanciale, ne ho guardate un po’ e ho scelto la mia in base anche a cosa avevo.

Una zuppa corposa, un bel piatto unico invernale, fumante, sostanzioso, dalla lunga cottura, diciamo un po’ diverso dalla solita zuppa o minestra, purtroppo non conosco le origini e la storia di questo piatto ma cercherò informazioni.

E’ bellissimo scoprire le ricette tipiche, spesso si conoscono per ogni regione le più note ma scavando, senza troppa fatica, emergono tantissime ricette particolari, ricche di storia, usanze legate al modo di prepararle, al periodo, agli ingredienti, sono sempre affascinata dai racconti e la storia dei piatti.

Voi la conoscevate questa ricetta? Io l’ho scoperta da una rivista poi ho cercato in rete.

 

minestra di cipolle umbra con pomodoro

 

Ingredienti:

800 gr di cipolle rosse

50 gr di guanciale (fetta)

400 ml di pomodori pelati

2 uova

4 cucchiai di parmigiano grattugiato

olio evo

sale pepe

 

minestra di cipolle e pomodoro umbra

 

1 Affettate a cubetti il guanciale.

2 Sbucciate le cipolle e tagliate a fette mediamente sottili.

3 Prendete una casseruola versate due cucchiai di olio, lasciate scaldare qualche istante poi aggiungete i cubetti di guanciale, lasciate rosolare qualche minuto poi unite le cipolle, mescolate, regolate di sale e pepe, lasciate cuocere per circa una mezzora con coperchio, ogni tanto date un’occhiata e se serve unite un filo di acqua.

4 Dopo una mezzora unite i pomodori precedentemente tagliati a pezzetti, mescolate, unite un bicchiere di acqua calda o brodo vegetale se preferite, fate cuocere un’ora a fuoco lento.

5 Spegnete e fuori dal fuoco unite le uova precedentemente sbattute con il parmigiano, mescolate e servite con delle foglioline di basilico o come me con crostini di pane.

Lievitati

Taralli pepe e sugna

taralli pepe e sugna

Una ricetta che volevo provare da secoli, per me sono divini, una di quelle droghe per cui uno tira l’altro e potresti mangiarne a decine, magari non dei miei che sono enormi.

La prossima volta provo a farli più piccoli, come prima volta mi sono voluta attenere rigidamente alla ricetta per non sbagliare ma effettivamente sono troppo grandi, ci si sente più in colpa a mangiarne tanti….

Un classicone che se amate taralli, grissini, lievitati, pepe e sapore non potete non provare, non ricordo dove li ho assaggiati la prima volta ma ricordo che erano ottimi e dopo li ho sempre mangiati con gusto.

Ammetto che i miei sono buoni ma non sono del tutto soddisfatta, grandezza a parte devo perfezionare la ricetta, sicuramente devo aggiungere pepe.

Ricetta di Simona del blog Tavolartegusto, una grande cuoca, le sue ricette sono infallibili.

 

taralli con pepe e strutto

 

 

Ingredienti:

500 gr di farina 00

180 ml di acqua

150 gr di mandorle + 30 mandorle intere

200 gr di strutto a temperatura ambiente

10 gr di lievito di birra

1 cucchiaino di zucchero

1 cucchiaino di miele

sale

3/4 cucchiaini di pepe

 

taralli napoletani con pepe e sugna

 

1 Preparate un lievito, sciogliete il lievito in 80 ml di acqua tiepida, unite 100 gr di farina (dei 500) e lo zucchero, mescolate con una forchetta fino a ottenere una specie di pastella, coprite con la pellicola e lasciate lievitare un’oretta.

2 Accendete il fuoco a 200 gradi, tostate 150 gr di mandorle per 5-8 minuti, lasciate raffreddare.

3 In una ciotola riunite la farina, lo strutto, le mandorle tritate finemente, il miele, il sale, il pepe e i 100 ml di acqua, impastate fino a ottenere un composto omogeneo, controllate bene che lo strutto sia ben amalgamato.

4 Formate i taralli prendendo due pezzi di composto da 50 gr l’uno, formate dei cilindri lunghi 20 cm, unite le due estremità e intrecciate la pasta chiudendo i lembi nella parte inferiore del tarallo, proseguite ugualmente fino al termine della pasta.

5 Bagnate le mandorle in modo tale che aderiscano bene, disponete tre su ogni tarallo, nei punti in cui c’è la piega, fatele incastonare bene pigiando un pochino, lasciare lievitare due/tre ore.

6 Infornate in forno caldo a 180 gradi per circa 45/50 minuti.

 

taralli napoletani con pepe e strutto

 

 

 

verdure

Panzanella rivisitata

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La panzanella un classico della cucina estiva e della cucina toscana, esistono varie versione, chi mette la cipolla, chi il sedano, con o senza aglio, la mia, quella che preferisco solitamente è pane cetrioli pomodori aglio basilico olio sale e pepe!

Oggi ho apportato qualche piccola modifica, ho eliminato l’aglio e il basilico, il pane tagliato a dadini e fritto in olio ottenuto dalla spremitura di olive peperoncino curcuma e pepe.

Questo condimento è dell’azienda agricola  Peperita   di Rita Salvadori, ho conosciuto Rita un mese per un progetto di social eating a cui partecipiamo entrambe in ruoli diversi, eravamo a pranzo a casa mia e lei portò i suoi prodotti da abbinare al pasto.

La sua azienda si trova in Toscana a Bibbona, produce peperoncino da 17 anni, solo ed esclusivamente peperoncino, ha oltre 80000 piante e 17 varietà, Rita una vera appassionata ricevette in dono un seme di peperoncino per coltivarlo ed oggi grazie a studi attenti e sperimentazione ha costruito un impero di bellezza e bontà.

Lei è una forza della natura, arrivo’ a casa mia che neppure sapevo ci sarebbe stata e aspettavo per prima un’altra persona, lei salì e mi ritrovai di fronte una persona molto affabile, socievole, disinvolta, dopo dieci minuti mi sembrava fosse in casa da sempre; notevole la sua passione, l’energia con cui racconta dei suoi peperoncini, degli abbinamenti, delle ricette che si possono realizzare, tanti davvero tanti.

Vi consiglio di guardare il sito per scoprire dove trovare i suoi peperoncini, scoprirete un mondo affascinante, molto più ricco e articolato di quanto si possa immaginare, ci sono anche patè, confetture, gli insaporito, tante idee regalo, i kit!

Quanto alla ricetta, diversa, particolare, il mix curcuma peperoncino pepe intenso ma non invadente, insaporisce molto, non ho quasi messo sale, il pane fritto ottimo croccante saporito!

 

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Ingredienti:

per 4 bicchierini

1 cetrioli grande

10-15 pomodori datterini

3 fette di pane

condimento chilisecret (spremitura di olive curcuma pepe peperoncino)

sale

basilico per decorare

 

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1 Tagliate il pane a dadini, in una padella versate due tre cucchiai di olio, quando sarà ben caldo unite il pane e lasciate indorare girando ogni tanto per 3-4 minuti, scolate su un foglio di carta assorbente.

2 Sbucciate il cetriolo e riducetelo a dadini, stessa cosa con i pomodori precedentemente lavati.

3 Assemblate il vostro bicchierino mettendo uno strato di pomodori poi di pane infine di cetrioli, regolate di sale e unite un goccio di olio, decorate con il basilico.

 

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Primi

Risotto alle nocciole melograno e prosecco

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Il Piemonte è una regione che amo molto, c’è tutto, cultura, città splendide, cibo eccezionale, vini è superfluo dirlo, montagne da urlo, cosa vogliamo dire di Langhe, Monferrato e Roero? Mica per nulla patrimonio dell’Unesco.

Solo pensando al cibo potremmo scrivere un capitolo lungo, intenso, corposo, pensiamo alle nocciole, a piatti come la bagna cauda, il cioccolato, gli agnolotti di plin, i brasati, il fritto misto alla piemontese, la toma, e i vini? Barolo, Bonarda, Barbaresco, Nebbiolo, Dolcetto d’Alba, ecc…

Vi propongo una risotto, cremoso come piace a me, con un Prosecco piemontese che regala un sapore particolare, con le nocciole che amo e il melograno che dona freschezza ma anche un punta di acidità.

Inutile dire che potrebbe essere anche un ottimo primo piatto per le vostre tavole natalizie!

Buon week end.

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Ingredienti:

180 gr di riso Carnaroli

brodo di carne o vegetale

2 cucchiaio di burro

50 gr di nocciole spellate

1 cucchiaio di melograno

mezzo bicchiere di prosecco

sale

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1 Scaldate il brodo, come preferite di carne o vegetale.

2 In una casseruola mettete il burro, una volta fuso e quando comincia a sfrigolare aggiungete il riso, tostatelo per un paio di minuti. Unite il bicchiere di prosecco, lasciate sfumare. Regolate di sale.

3 Aggiungete un mestolo abbondante di riso mescolate con un cucchiaio di legno, deve esserci sempre brodo fino al termine di cottura pertanto mescolate di tanto in tanto e controllate che non si asciughi/attacchi, dovrà cuocere circa 18 minuti.

4 Una volta cotto lasciate mantecare con una noce di burro aggiungendo trequarti delle nocciole tritate grossolanamente.

5 Servite e decorate con le restanti nocciole e i chicchi di melograno.

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DOLCI

Cannoli siciliani

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I più attenti o di buona memoria ricorderanno che a inizio anno dissi che le mie sfide culinarie del 2016 sarebbero state: i cannoli, le meringhe e i croissant.

Una eccola, superata alla grande, non nel senso che sono i migliori che abbia mai mangiato (figurati….) ma perchè credevo fossero difficilissimi da fare, mi ero fissata da secoli sul fatto che erano complicati. Avete in mente quando nella vostra testa qualcosa diventa un ostacolo insormontabile poi lo affrontate superandolo senza particolari difficoltà? Ecco, per me i cannoli.

Sono pronta a rifarli e a comprare altri cilindri, ne ho solo dieci, penso che ogni tanto me ne comprerò altri due o tre fino a poterne avere venti/trenta in tutto.

La ricetta della pasta l’ho presa da un ritaglio di una rivista diversi anni fa, in rete ce ne erano tanto alla fine ho optato per quella che avevo, secondo me non è precisa, vi metto le dosi che ho utilizzato aggiungendo un filo d’acqua altrimenti era impossibile amalgamarla.

Buon rientro al lavoro con un cannolo virtuale!

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Ingredienti:

300 gr di farina

1 cucchiaino di cacao amaro

40 gr di zucchero

2 cucchiai di Marsala (io non lo avevo ho usato il Passito)

1 uovo + 1 albume

45 gr di burro

acqua q.b.

400 gr di ricotta di pecora

200 gr di zucchero a velo

50 gr di gocce di cioccolato

olio per friggere (almeno 300/400 ml)

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1 In una ciotola capiente o su un piano di lavoro lavorate la farina, lo zucchero, il cacao, l’uovo intero, il burro fuso, un pizzico di sale e il Marsala, se la pasta non si compatta aggiungete un cucchiaio d’acqua, se necessario un altro, comunque sempre poco alla volta. Quando avrete una pasta liscia e compatta lasciate riposare coperta per un paio d’ore.

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2 Stendete la pasta aiutandovi con un mattarello, deve essere abbastanza sottile, con un coppapasta (o una tazza o altro) formate dei cerchi, circa 8-10 cm, se riuscite ristendete rapidamente la pasta per avere altri cerchi di pasta (se non riuscite friggetela comunque tagliata grossolanamente, cospargetela di zucchero e mangiatela così).

3 Con un pennello ungete i cilindri di olio,  avvolgeteci attorno la pasta, fate aderire le due estremità di pasta con l’albume spennellato, le due estremità si devono leggermente sovrapporre, proseguite fino al termine dei cilindri/pasta.

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4 In una casseruola a sponde alte mettete l’olio a scaldare, una volta ben caldo mettete a cuocere i cilindri, fate in modo che la chiusura sia rivolta verso il fondo della pentola in modo tale che con il calore dell’olio si saldi subito, al contrario potrebbe aprirsi. Devono cuocere 4-5 minuti al massimo, scolateli su un foglio di carta assorbente quando saranno ben dorati.

5 Lasciate intiepidire e sfilate delicatamente il cilindro, bastano dieci minuti di attesa.

6 Preparate il ripieno mescolando la ricotta prima setacciata, con lo zucchero e le gocce di cioccolato, una volta ben amalgamate con un cucchiaino farcite i cannoli.

Son sempre ottimi ma mangiati poco dopo la preparazione o entro qualche ora la cialda rimane croccante, con il passare del tempo si ammoscia.

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Primi

Fregola con cozze zucchine e fiori di zucca

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Se dico fregola dico Sardegna!

Se dico Sardegna penso subito al mare, bello, pulito, con l’acqua cristallina, di mille sfumature nettamente distinguibili, penso alle spiagge bianche o di sassi, selvagge, irregolari, con piccole dune, pezzi di tronchi, piccole pinete.

Penso alla natura, verde, tantissimo verde, perdersi per le colline e vedere molte varietà di piante, fiori, tratti di montagna alternarsi a colline, spesso vista mare; penso a una parlata pazzesca incomprensibile, puoi anche sforzarti ma non capisci comunque nulla, le parole son completamente diverse non hanno assonanze, non vengono cambiate solo alcune lettere.

Se dico Sardegna penso al pesce fresco, buonissimo, realmente fresco, a costi ridicoli se paragonati a Milano, tutti i giorni diverso, grigliate con crostacei, branzini, gamberoni, pasta con le cozze, fritti misti commoventi di calamari, totani,  lo scorfano, l’astice, quel profumo di mare che a tanti non piace.

Penso alle cene che finivano sempre con il mirto, solitamente in giardino, in veranda, su qualche panchina o bar del paese, comunque sempre all’aperto, con quella leggera brezza di fine luglio, piacevole rispetto al sole caldo e intenso della giornata.

Penso ai paesini, scendi dalla macchina e sembrano quasi abbandonati, niente umani in vista ma ci sono e quando ti sentono arrivare piano piano sbucano dalle case, giardini, negozi (spesso pochi), ricordo supermercatini minuscoli con l’essenziale ma sempre con una buona scorta di prodotti sardi, dai dolci alla pasta, fregola e malloreddus in primis, i vini, i formaggi, salumi.

Se dico Sardegna penso a quando e se mai ci tornerò, lo spero.

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Ingredienti:

per due tre persone

150 gr di fregola

2 zucchine medie

una decina di fiori di zucca

100 gr di cozze

mezzo litro di brodo di pesce

1 spicchio di aglio

due cucchiai di olio

peperoncino

sale

 

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1 Preparate il brodo di pesce con vari pesci a piacere, lasciatelo insaporire per un’oretta, tenetelo in caldo.

2 Lavate e spuntate le zucchine, tagliatele a pezzetti, lavate e pulite i fiori, togliete il pistillo.

3 In un’ampia  padella versate l’olio, dopo qualche istante lo spicchio d’aglio e il peperoncino, dopo un minuto aggiungete le verdure, fate cuocere quattro cinque minuti mescolando di tanto in tanto.

4 Unite le cozze già pulite e la fregola, coprite con il brodo, man mano che cuoce sarà necessario aggiungere del brodo, proseguite la cottura per circa 25 minuti, regolate di sale.

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Potete servirla calda o tiepida tipo pasta asciutta oppure se la volete brodosa farla cuocere in una maggiore quantità di brodo.

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Primi

Pasta con acciughe finocchietto e uvetta

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In realtà questa voleva essere una pasta con le sarde ma non le ho trovate così ho preso le acciughe.

Una pasta dal sapore, profumo, colore di Sicilia. Ci son stata tanti anni fa, era il 2003 e me ne innamorai subito.

Un altro mondo rispetto a Milano, per tutto, per l’atmosfera, l’aria, i colori, i ritmi, il costo della vita.

Nei miei ricordi tutto è molto bello, il mare, limpido, pulito, calmo, spiagge con poca gente, una cosa che amo poco del mare (e infatti vado in montagna molto spesso) è la spiaggia affollata, tutti appiccicati, sentire tutto quello che dicono gli altri, non godere mai del silenzio, in Sicilia ricordo giorni in cui c’eravamo noi e le persone più vicine a 40 m.

Ricordo i paesini dove gli anziani sedevano in strada sulle sedie a chiacchierare e giocare a carte e le signore vestite di nero con il velo per coprire il volto; la spesa, con 20 euro tre sacchetti colmi, a Milano dieci anni fa era impensabile come oggi; un gin lemon a 2,5 euro, quando mi dissero il prezzo sbiancai pensando ai 7 euro di allora a Milano.

La bellezza della natura, mare, chilometri di mare poi all’improvviso ti ritrovi in collina fra stradine, sentieri, tanto verde, quei colori intensi che solo l’estate regala con l’intensità del sole; ricordo Cefalù e il suo duomo, le sue stradine, una cena di pesce fantastica, con tremila portate di pesce freschissimo a un costo ridicolo.

Colazioni con la brioche farcita, in spiaggia il baretto con gli arancini che mangiavamo per merenda pronti a tuffarci un istante dopo, a cena dalla zia del mio amico che ci ospitava una vera goduria, pasta alla norma, sarde al beccafico, una crema di cipolle con arrosto che ancora ne sento il profumo, e non parliamo di tutti quei dolcetti alle mandorle divini.

Anche se non ci son le sarde ma le acciughe, questa pasta profuma di Sicilia con tanto finocchietto, le uvette e i pinoli, il pesce fresco.

Spero di tornarci prima o poi.

Preciso che esistono vari tipi di pasta con le sarde/acciughe, ho guardato almeno 20 siti, c’è chi mette il pangrattato chi no, chi aggiunge un po’ di passata di pomodoro chi no, chi la passa in forno chi la fa semplicemente saltare in padella, quale sia la ricetta originale non saprei, chi la conosce non esiti a dirmelo.

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Ingredienti:

per due persone

180 gr di bucatini

200 gr di finocchietto

200 gr di acciughe

1 bustina di zafferano

40 gr di uvetta

40 gr di pinoli

1 cipolla piccola

olio evo

sale

pepe

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1 Spuntate il finocchietto eliminando i gambi, lavatelo e mettetelo a cuocere per dieci minuti in acqua bollente, scolate e conservate l’acqua di cottura per cuocere la pasta (se necessario aggiungete un po’ d’acqua).

2 Pulite le acciughe, con un coltello tagliate la testa poi incidete delicatamente l’acciuga sul lato lungo, togliete le interiora e sfilate la lisca, vi si aprirà a libro.

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3 Ammollate l’uvetta in un po’ d’acqua, affettate la cipolla abbastanza finemente.

4 Prendete un’ampia padella versatevi dell’olio, due tre cucchiai, fate soffriggere la cipolla a fuoco vivo, nel mentre stemperate lo zafferano in un bicchiere d’acqua, unite al composto insieme alle uvette e i pinoli, regolate di sale, cuocete per 7-8 minuti.

5 Unite le acciughe e il finocchietto, cuocete per 3-4 minuti, nel mentre appena l’acqua bolle buttate i bucatini.

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6 Scolate i bucatini, versateli nel condimento della pasta, fate saltare e amalgamare per un paio di minuti spolverando di pepe, servite subito.

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CONSIGLIA Torta magica al cioccolato