Browsing Tag:

Regionale

carne

Ragu

ragu, carne, sugo, regionale

Nella mia infanzia ho mangiato talmente tanto ragu che dopo per anni ne sono stata alla larga e tuttora gradisco ma a piccole dosi e raramente, mia mamma lo preparava molto spesso.

Le origini son romagnole, mia mamma è nata a Roma, io pure ma i miei nonni son romagnoli, regione patria del rugu, della pasta fresca, dei piatti succulenti e abbondanti che si cucinano per ore lentamente sprigionando profumo per tutta casa.

Questa è la versione che ho sempre mangiato, cotto lentamente quasi quattro ore ma ne esistono diverse, non solo in Romagna ma anche nel resto d’Italia, celebre anche quello napoletano, ci son dispute da secoli sul tema, da chi mette carne mista chi solo vitello, chi mette una punta di concentrato, chi la passata, chi mette la mortadella o il salame ecc…..

Per un pranzo ho dovuto prepararne due pentoloni pieni, colmi fino all’orlo, solo in quel momento ho pensato che può essere un bel regalo di Natale, per gli amanti dei sughi generosi senz’altro, un’idea alternativa ai soliti biscotti, preparati, liquori, ecc…tutto ottimo ma cambiare fa sempre bene.

Buon week end, la giornata è densa di impegni e incombenze, prima comincio prima finisco!

ragu, carne, sugo, regionale

 

Ingredienti per 1 kg di ragu:

350 gr di macinato di vitello

350 gr di macinato di pollo

300 gr di salsiccia

400 ml di passata di pomodoro

400 gr di soffritto pronto (carote, sedano, cipolle)

1 bicchiere di vino bianco

olio

sale

 

carne, ragu, regionale, sugo

1 Prendete una casseruola a bordi alti, versate l’olio, siate generosi, lasciate scaldare qualche istante e buttate il soffritto pronto, fate cuocere per qualche minuto.

2 Aggiungete la carne, la salsiccia tagliatela a pezzetti, fatela rosolare a fuoco vivo poi versate il vino, lasciate cuocere cinque minuti poi aggiungete la passata di pomodoro, mescolate bene, coprite, fuoco medio e cuocete per un’ora.

3 Dopo un’oretta mescolate e salate, fate cuocere altre tre ore mescolando ogni tanto.

NOTE: può cuocere anche meno, una cottura più lunga ne esalta il sapore ma se avete fretta  è sufficiente un’ora di cottura.

carne, sugo, ragu, regionale

Primi

Canederli al Silter

canederli, silter, formaggio, primi, valle camonica, regionale, trentino alto adige

canederli, silter, formaggio, primi, valle camonica, regionale, trentino alto adige

Giornata splendida di sole in montagna, vado in giro a raccogliere pigne, bacche rosse, rametti di abete, non so bene cosa ci farò ma intanto li utilizzo per questo piatto, ricetta tipica del Trentino Alto Adige, regione confinante con la Lombardia, precisamente con Ponte di Legno dove mi trovo adesso (non solo ovviamente).

Ho voluto unire due prodotti tipici di due regioni vicine, i canederli che vi avevo già proposto in brodo, e il Silter il formaggio più noto della valle Camonica, proprio in questi giorni a Ponte di Legno si sta svolgendo il festival del Silter, da poco gli è stata riconosciuta la DOP, motivo di orgoglio e soddisfazione.

Le foto son tremende, il piatto ovunque mi girassi era tutto un riflesso, in casa è buio nonostante fuori ci sia il sole, ho scattato in giardino dove ogni secondo la luce variava, insomma si poteva fare di meglio, ma qua non ho stoviglie, c’è poca luce in inverno e anche lo spazio è quello che è. Amen.

Buona giornata di mercatini, regali, sciate, passeggiate, mangiate, preparazione dell’albero e quant’altro.

canederli, silter, formaggio, valle camonica, regionale, primi piatti

Ingredienti:

per due persone
300 gr di pane raffermo
180/200 ml di latte
100 gr di speck  a dadini (se preferite in un unica fetta ad affettare)
30 gr di burro
mezza cipolla bianca
1 spicchio di aglio
2 uova
farina 00
40 gr di Silter stagionato grattugiato +per il condimento (quantità a piacere)
sale
canederli, silter, formaggio, valle camonica, primo piatto, regionale
1 Sbattete i tuorli con il latte, spezzettate grossolanamente il pane in una ciotola, versatevi il composto liquido, unite lo spicchio d’aglio tritato, mescolate e fate risposare due ore girando ogni tanto.
2 Sbucciate la cipolla, tritatela finemente, scaldate una padella antiaderente, rosolate lo speck nel burro insieme alla cipolla per una decina di minuti scarsi a fuoco moderato.
3 Unite il soffritto al composto di pane, aggiungete il Silter, regolate di sale,  amalgamate aggiungendo un po’ di farina, poco alla volta, valutate la consistenza, se il composto è ancora troppo bagnato aggiungete altra farina.
Mettete a bollire l’acqua come per la pasta, quando sarà bollente salate, aggiungete delicatamente i canederli cuocete per dieci minuti, scolate con un mestolo forato, conditeli con del burro e un’abbondante spolverata di Silter grattugiato.
Primi

Risotto con Taleggio uva e nocciole

risotto, primi, taleggio, formaggio, uva, frutta, nocciole, frutta secca

risotto, primi, taleggio, formaggio, uva, frutta, nocciole, frutta secca

Siamo in Piemonte, precisamente nelle Langhe, precisamente a Cioccaro di Penango. Due settimane fa, matrimonio di una cara amica, cornice da sogno, fra Cuneo e Asti, terra di colline, vigneti, ottima cucina, panorami mozzafiato, note in tutto il mondo, dal 2014 nominate Patrimonio dell’Umanità secondo l’Unesco.

Dico Langhe e subito chi le conosce pensa ai vini, dal Nebbiolo al Barbaresco, dai celebri moscati al Barolo e poi il Dolcetto, il Barbera, parliamo di vini eccellenti! Le nocciole, con quel profumo unico e inconfondibile, il tartufo celebre in tutto il mondo, i formaggi e solo su questo tema potremmo aprire non un capitolo ma un’enciclopedia: Robiola, Toma, Bra, Murazzano ecc….

In Piemonte si mangia e si beve benone (ma in Italia direi ovunque), e così è stato a questo matrimonio dove sono stati esaltati diversi sapori tipici della regione, dai mini bonet con amaretti  ai barattolini di pinzimonio con bagna cauda,  dalla scottona di fassona con salsa al Barbera agli agnolotti di plin, insomma…una goduria!

Ho tentato di riprodurre il risotto, primo tipico del Piemonte,  lì era presentato con il mosto di nocciole, mi son documentata ma non ho trovato molte informazioni su come farlo o dove trovarlo già fatto, ho utilizzato le nocciole al naturale  ma non demordo, le ricerche continuano, prima o poi capirò come prepararlo. Si accettano consigli.

Un piccolo omaggio per una terra splendida e per questa bella coppia che ci ha regalato una bella giornata in un luogo da sogno, e non mi riferisco solo alle Langhe ma anche alla chiesetta della cerimonia e a dove si è svolto il pranzo, un menù eccellente, una bomboniera molto molto carina oltre che utile, un’atmosfera di festa, la bellezza di una sposa felice e bellissima, uno sposo innamorato perso, pronto a gridarlo ai quattro venti con quella simpatia e quel sorriso che subito saltano all’occhio conoscendolo!

Buon week end di sole!

 

risotto, primo, formaggio, frutta, frutta secca

 

Ingredienti:

per due persone

180 gr di riso Carnaroli

brodo vegetale q.b.

70 gr di Taleggio

50 gr di uva

50 gr di nocciole

olio evo

sale

1 bicchiere di vino bianco

risotto, frutta, frutta secca, formaggio, taleggio, primo

1 Scaldate il brodo (potete usare anche il brodo di carne), nel frattempo tagliate il formaggio a pezzetti, tritate grossolamente le nocciole e lavate, asciugate l’uva tagliando a metà nel senso della lunghezza.

2 Preparate il risotto, scaldate un paio di cucchiai d’olio, versate il riso e fatelo tostare un paio di minuti, sfumate con il vino bianco, regolate di sale, cominciate ad aggiungere un paio di mestoli di brodo, mescolate con un cucchiaio di legno; proseguite la cottura per circa 18-20 minuti mescolando ogni tanto e aggiungendo brodo per non far asciugare e attaccare il riso.

3 Assaggiate, spegnete e aggiungete il formaggio e trequarti di uva e nocciole, lasciate fondere il formaggio, impiattate, decorate con l’uva e le nocciole restanti.

Non ho aggiunto volutamente ne’burro per mantecare ne’ Parmigiano, potete procedere come preferite. Le dosi di uva, nocciole e formaggio possono variare a seconda dei vostri gusti, potete aggiungerne o diminuire.

risotto, uva, nocciole, taleggio, frutta, primi, frutta secca, formaggio

verdure

Pappa al pomodoro

pomodoro, pane, brodo, toscana, regionale, basilico

pomodoro, pane, brodo, toscana, regionale, basilico

 

Con questa ricetta partecipo al contest di Erika del blog La Cuocherellona! Il tema è il benEssere!

Perchè questa ricetta? 1) pochi e semplici ingredienti, di stagione, poveri, tipicamente estivi, 2) ricetta toscana, metà del mio sangue è toscano, un omaggio a una regione splendida, 3) una preparazione semplice che cuoce per poco tempo, realizzata con brodo vegetale, buona tiepida ma anche fredda, perfetta anche il giorno dopo.

Riassumendo: semplicità, origini, stagione e velocità.

La mia idea di benEssere! BenEssere è stare in mezzo al verde, alla natura in generale, che si parli di mare, deserto, bosco, collina o alte vette, respirare aria fresca pura, vivere fra fiori, prati, alberi, piante, acqua, orti, ecc…il lusso di poter pranzare/cenare all’aperto, praticare sport o passeggiare, prendere il sole o leggere, aprire le finestre e vedere una distesa d’acqua o di neve o un prato, insomma vivo a Milano ma non la amo e vorrei vivere in luogo più piccolo con tanto verde.

BenEssere è mangiare di gusto, il più possibile sano (ci si prova, non sempre ci si riesce), di stagione, homemade, in compagnia, in uno spazio accogliente, curato, su una tavola che mette allegria, che invoglia a sedersi, con qualche tocco di colore/calore, fiori, candele, segnaposti ecc…

BenEssere è aprire la mente, essere curiosi, non fermarsi alla prima impressione, al primo impatto ma aver voglia di sapere, scoprire, capire, quindi leggere, andare al cinema, a teatro, viaggiare, informarsi, un concerto, una mostra, una degustazione, una foto, un sito, ecc…

BenEssere è dormire, bene e di gusto, abbastanza, alzarsi riposati, desiderosi di fare, iniziare la giornata; BenEssere è apprezzare le piccole cose, le solite ma anche quelle inaspettate o negative, che sia un mazzo di fiori o la canzone preferita alla radio, una tazza di cioccolata calda o la neve che scende, la tua squadra del cuore che vince o un regalo senza un perchè, non vivere come una tragedia piccoli cambi di programma, imprevisti, un commento di troppo, una battuta infelice.

BenEssere è essere onesti, corretti, leali con gli altri e con se stessi, fare tutto il possibile per sentirsi in pace con se stessi, affermazione che comporta molteplici aspetti come sapere dedicare parole a chi ne ha bisogno, evitare rancori o vendette, ascoltare quando non ne hai voglia o pensare prima di parlare, ecc…., darsi degli obiettivi e perseguirli con umiltà, semplicità, pronti a cadere, rialzarsi, accettare compromessi, fare sacrifici, gioire dei successi, anche se piccoli. BenEssere  non essere troppo duri con se stessi e con gli altri ma anche essere autocritici, saper cambiare, accettare le critiche, essere ironici.

Potrei continuare a lungo, ognuno ha la sua formula, fa i suoi tentativi, persegue obiettivi, conosce se stesso!

toscana, regionale, pomodoro, brodo, pane, basilico

Ingredienti:

1 litro di brodo vegetale (a piacere, carote, cipolle, sedano, cipollotto ecc…)

700 gr di pomodori costoluti+passata

350 gr di pane di segale raffermo

1 spicchio di aglio

olio evo

basilico qualche foglia

1 cucchiaino raso di gomasio

pepe

 

toscana, regionale, pomodoro, basilico, pane, brodo

1 Spezzettate il pane a pezzetti.

2 Lavate e tagliate a pezzetti i pomodori.

3 In una casseruola mettete un paio di cucchiai di olio con lo spicchio d’aglio, aggiungete la passata e i pomodori, cuocete per una decina di minuti, intanto scaldate o tenete in caldo il brodo.

4 Aggiungete il pane, coprite con il brodo, unite il gomasio e qualche foglia di basilico lavata, asciugate e tagliata grossolanamente, cuocete per circa 15 minuti.

5 Lasciate intiepidire, servite decorando con il basilico e una spolverata di pepe.

Esistono parecchie ricette della Pappa al pomodoro, mi sono ispirata alla ricetta di Emanuela modificando alcune piccole cose, ho utilizzato un mix fra passata e pomodori, il pane di segale invece di quello toscano, il gomasio invece del sale integrale, trovate la vostra ricetta preferita.

Con questa ricetta partecipo al contest “un mondo di benessere” di La Cuocherellona

Icona contest

 

Senza categoria

PIZZOCCHERI e…..BUONA PASQUA!

Siamo in primavera e i pizzoccheri sono un piatto tipicamente invernale, molto ricco, saporito, un piatto unico eccellente, siamo in primavera ma in montagna nevischia e non si può dire sia caldo, anzi.
A casa mia non ci sono tradizioni pasquali particolari, ricette immancabili, grandi classici ecc….e non si può neanche dire che festeggiamo con un pranzo luculliano, ricco di portate, vige un po’ il detto Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi.
Ho pensato ai pizzoccheri avendo la farina di grano saraceno e le verze, in montagna ottimo formaggio non manca mai, qualche patata ed eccoli pronti! Devo ammettere che sono fra i miei primi preferiti, se non il mio primo preferito, li ho sempre amati, divorati, preparati e sono perfetti anche  quando ci sono amici a pranzo.
Sono un piatto unico, difficilmente non piacciono, si possono preparare anche ore prima, volendo in mancanza di tempo si possono affettare il giorno prima le patate, le verze e il formaggio, esistono ovviamente già pronti, intendo la pasta, se avanzano sono ottimi anche il giorno dopo!
Per chi non li conosce consiglio vivamente di provarli, rapidamente vista la stagione calda ormai imminente o direttamente il prossimo anno, accompagnati da un buon vino rosso, un caminetto, una tavola imbandita, buona compagnia!
Buona Pasqua!



Ingredienti:


per quattro persone
350 gr di farina di grano saraceno
150 gr di farina 00
100 gr di burro
1 spicchio di aglio
200 gr di patate
200 gr di formaggio (Bitto, Casera o altri)
200 gr di verze
130 gr di parmigiano grattugiato
sale pepe
acqua q.b.


1 Su un piano da lavoro impastate insieme le due farine con un pizzico abbondante di sale,  aiutandovi con dell’acqua, dovrete ottenere una palla compatta e liscia.
2 Infarinate il piano da lavoro e il mattarello, stendete la pasta fine, circa 2-3 millimetri, aiutandovi con il mattarello tagliatele delle strisce di pasta larghe 1 cm e lunghe 6-7 cm, usate un buon coltello.
3 Pelate la patate e tagliatele a tocchetti non troppo grandi, lavate e pulite la verza, tagliatela a striscioline grandi come i pizzoccheri. Tagliate il formaggio a dadini.


4 Mettete  a bollire l’acqua (come per la pasta) in una capiente pentola, unitevi le patate e prima che arrivi a bollore le verze, intanto tagliate a pezzettini il formaggio.
5 Quando l’acqua bolle salatela, buttate i pizzoccheri, mescolate e cuocete per circa una decina scarsa di minuti, mentre cuociono sciogliete il burro con lo spicchio d’aglio direttamente nella pirofila dove scolerete i pizzoccheri.
6 Scolate i pizzoccheri e versateli nella pirofila con il burro e l’aglio, aggiungete i pezzetti di formaggio e il parmigiano, spolverate di pepe, mescolate fino a che il formaggio non si sarà sciolto, servite ben caldi.

Senza categoria

CANEDERLI in BRODO

Oggi andiamo in Trentino Alto Adige, una regione che mi piace molto, dove sono stata diverse volte, non posso dire di conoscerla bene ma abbastanza per apprezzarne parecchi aspetti!
Dalle montagne, celebri ovunque le Dolomiti ma anche altri valli, alle splendide distese di alberi di mele, le famose mele della Val di Non, i mercatini dell’Alto Adige, luoghi di shopping sfrenato dove la prima regola è imporsi un budget altrimenti è la fine.
Il festival dell’Economia a Trento dove son stata ormai parecchi anni fa proprio mentre c’era il festival, Merano con le sue stradine e scorci panoramici splendidi, il lago di Molveno, quello di Tovel dove ricordo ancora una trota di lago fantastica, Madonna di Campiglio, Cavalese, San Martino di Castrozza.
E la cucina, ricordo uno strudel strepitoso in qualche paesino della Val di Non, la pasta buonissima, il ripieno che si scioglie in bocca, l’ armonia gli ingredienti; i canederli che si possono preparare e condire in diversi modi, i migliori con la barbabietola, belli rossicci, in un rifugio sopra Pejo un paio di anni fa; la carne accompagnata da composte di frutta, salse di mirtilli; gli spatzli che anche crudi mi piacciono per forma e colore; lo speck in assoluto il mio salume preferito.
Ricordo anche la bellezza dei paesini di montagna, le case con i balconi colmi di fiori, i masi in legno, i caseifici,  la carne salada, lo Zelten con tutte quelle spezie, i fiumi di montagna della Val di Non dove praticano canoa, il Brezel, i prati con tante mucche, il Teroldego, un vino.
Insomma, una regione che mi pace parecchio!!!
Buon week end.






Ingredienti:


per due persone
300 gr di pane raffermo
180/200 ml di latte
100 gr di speck  a dadini (se preferite in un unica fetta ad affettare)
30 gr di burro
mezza cipolla bianca
1 spicchio di aglio
2 uova
farina 00
prezzemolo
sale
brodo di carne
parmigiano


1 Sbattete i tuorli con il latte, spezzettate grossolanamente il pane in una ciotola, versatevi il composto liquido, unite lo spicchio d’aglio tritato, mescolate e fate risposare due ore girando ogni tanto.
2 Sbucciate la cipolla, tritatela finemente, scaldate una padella antiaderente, rosolate lo speck nel burro insieme alla cipolla per una decina di minuti scarsi a fuoco moderato.


3 Unite il soffritto al composto di pane, aggiungete il prezzemolo, regolate di sale,  amalgamate aggiungendo un po’ di farina, poco alla volta, valutate la consistenza, se il composto è ancora troppo bagnato aggiungete altra farina.
4 Mettete il brodo in una casseruola ampia, mentre comincia a scaldarsi, formate delle palline leggermente più grandi di una noce.
5 Aggiungete delicatamente i canederli nel brodo, cuocete per 15 minuti, servite caldi con una spolverata di parmigiano grattugiato.

Senza categoria

PIZZA con CONFETTURA di LIMONI e CREMA

Questa ricetta proviene da Cucina Moderna, credo di aver già detto che un’amica mi ha regalato l’abbonamento per cui ogni mese mi arriva a casa, questa torta era nel numero di settembre, in un articolo dedicato alle bellezze artistiche, storiche, culturali ecc….partenopee, ovviamente ampio spazio era dedicato a ricette tipiche.
L’ho vista e subito ho desiderato replicarla per svariati motivi: intanto la presenza dello strutto nella pasta, mai usato e a dire il vero non avevo mai sentito che si potesse usare per una folla, poi la presenza di confettura unita a crema, il fatto che fosse ricoperta come un apple pie, il mio grande amore per i dolci con il limone e infine il nome pizza.
Ho cercato in rete il perchè di questo nome ma non ho trovato nulla di significativo, se qualcuno sa perchè viene chiamata pizza si faccia avanti, forse perchè la Campania è la patria della pizza? Spero di non aver detto un’eresia.
Lo strutto si lavora benissimo, meglio del burro essendo più morbido, sul sapore non incide minimamente, il suo utilizzo è stato una piacevole sorpresa, peraltro non lo compro mai se non una volta all’anno per la serata gnocco fritto, questo infatti era un residuo surgelato di quella sera.
A me è piaciuta, la crema stempera l’acidulo della confettura che per i miei gusti è troppo aspra, sono tipa da lemon curd non da confettura, ma insieme stanno bene, si sposano armoniosamente e l’involucro di frolla dona quella croccantezza che amo in un dolce, altri assaggi l’hanno promossa!
Comunico pubblicamente che l’albero è stato tirato fuori dalla sua confezione, e anche la scatola con palline, lucine ecc….il prossimo passo è montarlo, magari già stasera, non vedo l’ora di poterlo rimirare per tutto il prossimo mese!
Buona giornata!







Ingredienti:


380 gr di farina
1 uovo + 4 tuorli
130 gr di strutto
180 gr di zucchero
2,5 dl di latte
250 gr di confettura di limoni
2 limoni bio
sale
zucchero a velo


1 Preparate la frolla: su un piano da lavoro o in una ciotola capiente lavorate la farina con lo strutto, 140 gr di zucchero, 1 uovo intero, 2 tuorli e la scorza grattugiata di mezzo limone. Lavorate fino a formare una pasta omogenea, copritela con della pellicola e mettetela mezzora in frigorifero.
2 Preparate la crema: scaldate il latte insieme alla scorza del mezzo limone avanzato precedentemente, non deve bollire, in una casseruola piccola sbattete due tuorli con il restante zucchero, unite 30 gr di farina, mescolate energicamente; mettete sul fuoco medio la casseruola, aggiungete il latte caldo, mescolate finchè la crema non si addensa, spegnete quando sta per bollire.
3 Imburrate uno stampo a cerniera (io 22 cm), stendete  i tre quinti della frolla, lo strato non deve essere troppo alto, attenzione ai bordi, devono essere alti uguali circa 2 cm, spalmate la confettura di limoni sull’intera superficie e poi la crema.
Coprite con la restante pasta frolla formando un disco, adagiatelo sopra facendo attenzione a far ben aderire i bordi.
4 Infornate in forno caldo a 170 gradi per circa 40-50 minuti, sfornate, lasciate raffreddare, servitela ricoperta di zucchero a velo.

Senza categoria

PANZANELLA

Queste giornate milanesi sono più estive di quelle dei mesi precedenti, ieri c’era il sole ed era anche caldo, non eccessivo ma caldo, oggi un po’ nuvolo ma si sta bene e allora una ricetta molto nota che profuma parecchio d’estate.
Prendiamo quello che viene godendoci queste giornate più o meno estive gustandoci ancora pomodori, cetrioli, basilico; ho omesso le cipolle perchè non le avevo, utilizzato del pane secco di segale, non avevo altro e la ricetta è stata improvvisata un’ora prima di cena.
Esistono molteplici ricette della panzanella, piatto tipico toscano ma presente anche in altre regioni di Italia, solitamente si prepara con il pane raffermo ammollato in acqua e aceto poi strizzato, condito poi con le verdure, olio, il basilico.
Un piatto che amo molto, d’estate compare spesso sulla mia tavola, gli ingredienti son sempre presenti in casa o comunque si recuperano facilmente, adoro il profumo del basilico, ma anche del pomodoro che prendo da un fruttivendolo costoso ma con prodotti di qualità, e la differenza si sente tanto se prendo un pomodoro del fruttivendolo o uno del supermercato, il secondo non sa di niente.
Mi piace il suo colore, profumo, la sua semplicità, un piatto povero, piatto unico che sazia, che è sano, che è buono, che costa poco, che mette allegria!
L’ho servita nei bicchierini che mi piacciono molto, c’erano amici a cena e mi è parso più carino.
 
 
 
Ingredienti:
 
per quattro persone:
4 fette di pane di segale (circa 350 gr)
1 cetriolo
10/15 pomodori ciliegini
sale pepe
10/15 foglie di basilico
aceto di vino bianco 2/3 cucchiai
olio  extravergine d’oliva
 
 
1 Togliete la crosta alle fette di pane, mettetele in una ciotola e bagnatela con acqua e l’aceto, non devono essere troppo inzuppate, una volta che il pane si sarà ben ammollato, strizzatelo e sbriciolatelo in una terrina.
2 Pelate il cetriolo, tagliatelo a metà nel senso della lunghezza e poi a tocchetti orizzontali, lavate, asciugate i pomodori, tagliateli a pezzetti, nel mentre lavate il basilico.
3 Aggiungete al pane i pomodori e il cetriolo, asciugate il basilico su un foglio di scottex o simili, spezzettate grossolanamente le foglie e aggiungetele agli altri ingredienti, salate, pepate e irrorate d’olio, mescolate amalgamando bene tutti gli ingredienti.
4 Mettete la panzanella in frigorifero per circa un’ora perchè gli ingredienti si insaporiscano uniformemente, toglietela dal frigorifero 15/20 minuti prima di servire.

 

Senza categoria

SFOGLIATA NAPOLETANA



L’ho preparata un paio di mesi fa, amici all’improvviso a casa per un aperitivo casereccio dell’ultimo momento, sapevo che il frigorifero piangeva ma ottimi pomodori dell’orto del papà di un’amica (un profumo che non vi dico), dei nodini di mozzarella e una sfoglia abbandonata da tempo, c’erano, ed ecco la sfogliata.
Non sono del tutto sicura che la ricetta sia proprio così, una sera in pizzeria in attesa di sfamarci sfreccia davanti a noi questa meraviglia, fermo il cameriere per sapere come è fatta, ricordo che mi disse che solitamente si usano due sfoglie sovrapposte e mozzarella di bufala.
Due sfoglie non le avevo e comunque non le avrei usate, troppo, un eccesso, di mozzarella avevo i nodini del negozio sotto casa sempre ottimo, il resto sono andata a memoria, se ho sbagliato qualcosa o omesso qualche ingrediente fondamentale, napoletani e non correggetemi.
Unico accorgimento asciugate bene pomodori e mozzarella perchè non perdano liquido in cottura rendendo la sfogliata umidiccia, stessa cosa per le olive, scolatele bene.
Dopo un giorno di sole ieri e anche di caldo, nulla di eccessivo, adesso infuria il vento tanto da chiudere le finestre per evitare che sbattano, cielo grigio e all’orizzonte ancora più grigio, vedremo cosa accadrà, ieri una pessima giornata, sapete quando una notizia inaspettata vi casca in testa scombussolando completamente i vostri progetti e alterando decisamente il vostro umore?
Ecco, una di quelle giornate!
Buona giornata!




Ingredienti:

1 rotolo di pasta sfoglia
13/14 pomodorini
olive verdi snocciolate a piacere
5 nodini di mozzarella
basilico
olio d’oliva
sale 



1 Accendete il forno a 180 gradi, mentre si scalda, stendete la pasta sfoglia su una teglia,  arrotolate il bordo della pasta su se stesso, ricopritela con un foglio di carta forno e versatevi sopra dei fagioli secchi, distribuiteli uniformemente sull’interna superficie, infornate per 20 minuti.


2 Nel frattempo lavate e asciugate i pomodorini, mettete a scolare i nodini e le olive, tagliate i pomodori a metà e i nodini a tocchetti, controllate che siano ben asciutti.
3 Trascorsi i 20 minuti di cottura, togliete i fagioli secchi e la carta forno, distribuite sulla pasta sfoglia i pomodorini, la mozzarella e le olive,  salate e versate un filo d’olio, cuocete per circa 20 minuti, decorate con qualche foglia di basilico.

Senza categoria

CORZETTI al PESTO di FAGIOLINI



La ricetta di oggi mi piace tanto ma tanto tanto, qualcuno potrebbe obiettare che si tratta di una semplice pasta e avrebbe ragione ma a me piace parecchio.
Intanto il pesto, vi ho indicato a grandi linee le mie dosi ma come abbiamo detto altre volte regolatevi voi assaggiando, aumentando la dose di fagiolini, eliminando il basilico o l’aglio, mettendo del peperoncino ecc…..un pesto davvero ottimo, fresco, estivo e i pistacchi quel tocco croccantino che non guasta!
I corzetti, i liguri sanno bene di cosa sto parlando, una pasta tipica realizzata con farina di semola di grano duro unita a sale e acqua, solitamente portano impresso -come vedete- una decorazione, so che esistono degli stampini appositi con cui realizzarli dandogli la forma di una medaglia.
Si condiscono con il pesto o salsa di noci o salsa di pinoli.
So che hanno una lunga tradizione, sono una pasta di origini molto antiche, non so dirvi precisamente in che epoca sono comparsi ma posso dirvi che le famiglie nobiliari avevano stampi propri per realizzarli con lo stemma del proprio casato.
Non avevo mai assaggiato questa pasta nonostante sia stata in Liguria tante volte, ma ero molto curiosa così quando son stata da Eataly ne ho comprato un sacchetto che immaginavo di mangiare con il solito pesto e invece avendo i fagiolini freschi ho optato per loro.
Se dico Liguria mi viene in mente un pomeriggio di novembre di oltre dieci anni fa, con un’amica a Camogli mangiando focaccia sedute sugli scogli con un timido sole; Spotorno estate 1995 faccio il bagno e esco dall’acqua con un orecchio completamente tappato, aspetta un’ora, aspettane due, alla fine pronto soccorso; un ponte lungo di quattro giorni nel 2008 alle Cinque Terre tanta ma tanta di quella gente che se ti alzavi un secondo perdevi il posto; settembre scorso a Monterosso tanta attesa per una bella focaccia…la peggiore della storia; anni fa un aperitivo con Martini e olive taggiasche a Portofino, un week end a Santa Margherita sotto un diluvio universale; ore e ore fermi in stazione a Ventimiglia direzione Francia qualche anno fa; una notte in spiaggia oltre vent’anni fa a Sestri Levante; un fritto misto spettacolare a Portovenere; il mercatino di Lerici; la vista della Palmaria da Monte Marcello tanto bella che ho stampato la foto appendendola in casa; un week end a Laigueglia vent’anni fa, una scorta di focaccia per tutta la vita (la giovinezza dei 15/16 anni!), con i nonni su una panchina con gelato a Monterosso, i mercantili nel porto di La Spezia.
Luoghi, persone, ricordi, cibi meravigliosi, il mare, l’infanzia, l’adolescenza, l’eta adulta!! Credo che sia la regione oltre alla mia (la Lombardia) che ho bazzicato di più.



Ingredienti:

pesto per due persone:
150/200 gr di fagiolini lessati
10 foglie di basilico
1 spicchio d’aglio
30 gr di pistacchi 
50 ml di olio d’oliva
sale pepe
200/250 gr di corzetti


1 Preparate il pesto, frullate nel mixer i fagiolini, l’aglio, i pistacchi, le foglie di basilico e l’olio, assaggiate e regolate di sale e pepe. 


2 Mettete a bollire l’acqua, giunta a bollore, salate e cuocete i corzetti circa 15 minuti (sul sacchetto indicavano 10 minuti ma per me erano proprio crudi).
3 Scolate e condite, se volete spolverate con del parmigiano.
CONSIGLIA Insalata fredda di orzo